De Correspondent è un magazine online olandese che per nascere ha puntato tutto sul crowdfunding.

E ce l’ha fatta raccogliendo ben 1 milione e 300mila dollati. A un anno dal suo lancio la sua forza e il suo appeal restano tutti nel cosiddetto una  ‘slow journalism’ .

Il magazine ha sede ad Amsterdam e in questo primo anno ha raccolto oltre 37mila abbonamenti a 60 euro all’anno. E’ la prima volta nel mondo che tante persone hanno aderito a una nuova piattaforma giornalistica quando era ancora in fase di start up. C’è da riflettere.

De Correspondent è scritto in olandese ma per chi mastica l’inglese c’è una mailing list con alcuni flash tradotti.

Mentre l’uso spasmodico di twitter ci sommerge, la qualità dei giornalisti va di pari passo con il numero di followers o con quello degli amici su Facebook, il mondo ha sempre più desiderio di giornalismo.
Giornalismo lento, approfondito, che interrompa la velocità vertiginosa del susseguirsi di aggiornamenti on e offline e rimetta al suo posto la “twitterizzazione” dell’informazione.

Ciò non significa rinviare al mittente i social media o il giornalismo partecipativo. Tutt’altro. Piuttosto ripensare il loro contributo a un’informazione fluida e al tempo stesso coesa e attendibile. Anche in Italia cominciamo a pensarci. Ce lo suggerisce un movimento che si ispira a Slow Food o alle Cittàslow, fondato da un giornalista veneto, Andrea Ferrazzi, Slow Communication.