Il 20 giugno si celebra la “Giornata Mondiale del Rifugiato” istituita con la risoluzione n. 55/76  e adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per non voltare le spalle a vite umane che fuggono dalla fame, dalla miseria, dagli orrori delle guerre e delle dittature.profughi

Mai come in questi tempi l’Italia è soggiogata da un’emergenza che sembra non abbia mai fine, ogni giorno sulle coste sbarcano migliaia di disperati in cerca di un miraggio. Per altri la speranza di una vita migliore finisce in fondo al mare. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sono oltre 50 milioni le persone nel mondo che hanno lasciato la loro casa per salvarsi la vita. In molti hanno perso la famiglia e gli affetti.

Hanno bisogno di tutto: un rifugio, acqua, cure mediche. La maggior parte (38 milioni) è sfollata all’interno dei loro stessi Paesi, mentre 16 milioni al 90% si sono rifugiati nei Paesi confinanti come nel caso dei conflitti in corso in Medioriente. Solo una minima parte si allontana e cerca di arrivare in Europa. Attualmente nei 28 Paesi dell’Unione Europea sono accolti complessivamente 1,7 milioni di rifugiati, esattamente quanti ne ospita da solo il Pakistan. A Brescia una statua in bronzo nel cuore della città ricorda che siamo stati tutti migranti! migranti

In Italia nel 2014 sono sbarcati sulle coste italiane 170.000 emigrati forzati, in fuga da guerre e calamità ambientali: di questi 70.000 hanno chiesto di restare in Italia. Gli altri 100.000 hanno preferito altri Paesi dell’Unione Europea. Nel 2015 sono previsti  220.000 nuovi arrivi in Italia e l’accoglienza andrebbe distribuita sia tra le regioni italiane, in proporzione alla popolazione residente, sia tra gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Le associazioni riunite sotto la Tavole della Pace hanno un preciso pensiero: “la regione del Mediterraneo è una polveriera ed il mare è oramai un cimitero a cielo aperto. Dall’inizio del 2015 nel mediterraneo sono morte più̀ di1700 persone. L’Europa, per storia, per cultura, per geografia, per il commercio, è parte integrante di questa regione ma sembra averne perso memoria.

Il dramma di profughi e migranti, il loro abbandono in mano alle organizzazioni criminali, il dibattito su come, dove e chi colpire per impedire l’arrivo di uomini e donne che cercano rifugio o una vita dignitosa in Europa, non è altro che l’ultimo atto che testimonia l’assenza di visione politica da parte dei governi dell’UE. Questa drammatica situazione ha responsabilità̀ precise: le scelte politiche e le leggi dei governi europei che non consentono nessuna via d’accesso sicura e legale nel territorio dell’UE e costruiscono di fatto quelle barriere che provocano migliaia di morti nel Mediterraneo, nel Sahara, nei paesi di transito, nella sacca senza uscita che si è creata in Libia.migranti

Scelte coscienti e volute che configurano un crimine contro l’umanità̀.  La risposta dell’UE, confermata nell’Agenda Europea sull’immigrazione, ripropone soluzioni che hanno già̀ dimostrato di essere miopi e di produrre effetti opposti agli obiettivi dichiarati. L’Europa nasce o muore nel Mediterraneo, pace, sicurezza, benessere sociale ed economico si raggiungono solamente se si rispettano l’universalità̀ dei diritti umani di ogni donna e di ogni uomo.”

Mentre gli stati dell’Europa stanno alla finestra a guardare, senza prendere una decisione, la Tavola della Pace di Cremona chiama i cittadini ad una mobilitazione sabato 20 giugno dalle 18 alle 20 presso i giardini pubblici di piazza Roma. A Brescia Amnesty International, Medici Senza Frontiere e Pax Christi, organizzano un incontro pubblico alle ore 20,30 in via Sardegna  4 con aperitivo. A Verona Medici Senza Frontiere di Verona, Amnesty International, Biblioteca Civica, e Studenti Senza Frontiere organizzano un incontro pubblico giovedì 18 giugno dal titolo: “Popolazioni in fuga – la sfida umanitaria più urgente” presso la sala Farinati, Biblioteca Civica di Verona alle ore 17.

Un pensiero di Erri De Luca;

“ la nostra terra inghiottita

   non esiste sotto i piedi

   nostra patria una barca,

   un guscio aperto.

   Potete respingere, non riportare indietro

   è cenere dispersa la partenza,

   noi siamo solo andata. “

 

 

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.