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Mai come quest’anno nel sentire comune c’è un grande sentimento di gratitudine verso medici, infermieri, volontari che si sono prodigati nei mesi della pandemia da coronavirus a rischio della propria vita.

Mai come quest’anno la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che cade l’8 maggio, sia una giornata per dedicare un applauso corale ai volontari della Croce Rossa, un momento di festa dedicato ai 98 milioni di volontari in tutto il mondo, 150 mila in Italia, presenti ovunque, tutti i giorni, 24 ore su 24, per aiutare chi soffre.

Il Italia ad oggi hanno gestito fino oltre 40mila richieste di supporto per consegna di spesa e farmaci, trasporto sanitario, assistenza psicologica, richieste di informazioni e in queste ultime settimane hanno già ricevuto circa 5mila richieste di aiuti alimentari.

Ovunque per chiunque’ per noi non è uno slogan – sottolinea il Presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca – non sono parole, ma fatti. Lo hanno dimostrato le nostre volontarie e i nostri volontari in questa emergenza che ci ha colpito nel profondo, uccidendo alcuni di noi, senza scalfire la tenacia e la forza di volontà dei soccorritori. Si sta per aprire la Fase 2, per noi ‘fase della responsabilità’. Dobbiamo essere cauti e attenti, oggi più che mai, per non vanificare gli sforzi, continuando a coltivare quel senso di umanità che ci ha consentito di trasformare la paura nel ‘tempo della gentilezza”

La storia: il 24 giugno 1859, 2° guerra di indipendenza italiana, una delle battaglie più sanguinose del 1800 si consumò sulle colline a sud del Lago di Garda, a San Martino e Solferino. Trecentomila soldati di tre eserciti (Francese, Sardo-Piemontese e Austriaco) si scontrano lasciando sul terreno circa centomila fra morti, feriti e dispersi. Castiglione delle Stiviere è il paese più vicino, 6 chilometri da Solferino, dove esisteva già un ospedale e la possibilità di accedere all’acqua, elemento fondamentale nel soccorso improvvisato ai novemila feriti che, nei primi 3 giorni, vennero appunto trasportati a Castiglione.Lì si trovava un giovane svizzero, Jean Henry Dunant, venuto ad incontrare per i suoi affari Napoleone III. Egli si trovò coinvolto nel terribile macello, aggravato dall’ “inesistenza” della sanità militare, e descrisse il tutto mirabilmente nel suo testo fondamentale: Un Souvenir de Solferino, tradotto in più di 20 lingue. Dall’orribile spettacolo nacque in H.Dunant l’idea di creare una squadra di infermieri volontari preparati la cui opera potesse dare un apporto fondamentale alla sanità militare: la Croce Rossa. Dal Convegno di Ginevra del 1863 (26-29 ottobre) nacquero le società nazionali di Croce Rossa, la quinta a formarsi fu quella italiana.Nella 1° Conferenza diplomatica di Ginevra che terminò con la firma della Prima Convenzione di Ginevra (8-22 agosto 1864) fu sancita la neutralità delle strutture e del personale sanitario.

Castiglione delle Stiviere ospita oggi il Museo Internazionale della Croce Rossa.