Rovereto, Trento. Avrebbe dovuto aprire il 14 novembre la mostra Giovanni Boldini. Il Piacere. Allestita, sonorizzata, pronta per essere visitata al Mart museo di arte moderna e contemporanea, la mostra è attualmente chiusa al pubblico.

Attraverso il web il Mart proverà a incuriosire i visitatori e a raccontarla in un modo diverso dal solito. La relazione con le opere e il museo resta certamente insostituibile e unica, ma se c’è una cosa che il tempo presente ha insegnato è che non ci sono limiti al dialogo, allo studio, alla conoscenza.

Intanto sul web, a partire dal 29 novembre, immagini, videointerviste, playlist, pillole, storie e curiosità per navigare nel mondo di Giovanni Boldini e il piacere, il fascino senza tempo della Belle Époque. I caffè mondani, gli abiti da capogiro, l’eleganza della borghesia, il vaporoso romanticismo dei salotti raccontato dal più grande ritrattista dell’epoca: Giovanni Boldini. A lui è dedicata la nuova grande mostra del museo di Rovereto. 170 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, molte delle quali appartenenti al patrimonio del Museo Boldini di Ferrara, chiuso al pubblico dopo il terremoto del 2012. Tra i più virtuosi e fecondi pittori del suo tempo, Boldini coglie l’essenza di un ambiente sfolgorante, di cui è uno dei più importanti protagonisti.

Giovanni Boldini. Veduta della mostra. Mart, Jacopo Salvi

Nella mostra Giovanni Boldini. Il Piacere l’attività del pittore italiano viene ricostruita nella sua completezza attraverso un ricco percorso cronologico, che lascia spazio all’approfondimento di alcuni temi e relazioni che ne hanno segnato la lunga e proficua carriera. In particolare, in mostra vengono analizzati i rapporti con il poeta Gabriele d’Annunzio, attraverso figure di comuni muse ispiratrici come la “Divina Marchesa” Luisa Casati, colta e trasgressiva, interprete per antonomasia dell’eleganza e dell’eccentricità della Belle Époque.

Giovanni Boldini. Veduta della mostra. Mart, Jacopo Salvi

Per favorire l’immersione del visitatore nelle atmosfere boldiniane, il percorso di visita è accompagnato da una sonorizzazione site-specific realizzata per il Mart dal pianista e compositore Cesare Picco e dal violinista Luca Giardini. In sei delle dodici sale della mostra risuonano musiche originali, sottotracce del percorso espositivo: si tratta di una vera e propria amplificazione sensoriale sviluppata grazie a sollecitazioni acustiche e musicali. I modelli armonici, melodici, timbrici e gestuali della musica al tempo di Boldini sono il punto di riferimento delle composizioni attualizzate per l’occasione attraverso l’improvvisazione tonale, la registrazione ambientale, la digitalizzazione, la musica elettronica e la musica concreta.

Giovanni Boldini. Veduta della mostra. Mart, Jacopo Salvi

Da un’idea del Presidente Vittorio Sgarbi, la mostra è curata da Beatrice Avanzi, curatrice Mart, esperta in arte italiana dell’Ottocento e del Novecento, e da Tiziano Panconi, specialista dell’opera di Giovanni Boldini al quale ha dedicato studi, mostre e pubblicazioni.