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A Parma c’è una televisione parrocchiale che ha grandi ambizioni. Oggi fa riferimento all’area parmense, ma presto potrebbe essere in grado dei seguire e trasmettere eventi in tutta Italia e in Europa. Grazie a una regia mobile per la quale anche Cassa Padana si è mobilitata.

web tv parmaE’ don Francesco Rossolini che ci racconta la bellissima esperienza dell’emittente televisiva Giovanni Paolo TV. Parroco da 23 anni, è stato sempre a Parma e negli ultimi 16 anni è reggente delle parrocchie di San Paolo e Vico Po. Fin dagli anni del seminario, don Francesco aveva il desiderio di diffondere il Vangelo attraverso i media moderni . Questo progetto ora è realtà.

Proviamo a ripercorrere le tappe, non sempre facili, di questo percorso. La prima esperienza risale al 2003 con la “televisione di strada” che utilizzava frequenze libere di altre emittenti che a causa di “ostacoli geografici” come ad esempio le montagne, non riuscivano a dare copertura in tutte le zone. Con l’aiuto dei ragazzi della parrocchia e di un ingegnere elettronico vengono trasmessi i primi rosari, le messe e anche un notiziario settimanale della parrocchia del quartiere.

Qualche anno dopo, con l’arrivo del digitale terrestre, la possibilità di accedere a frequenze in modo più ufficiale diventa una realtà perché ogni canale ne può ospitare diverse. Don Francesco fonda quindi l’associazione Diffusione Sociale Locale, con acronimo ADLS nel 2007 che viene riconosciuta dal ministero come fornitore di contenuto: potevano quindi fare filmati e trasmetterli.

“Le trasmissioni avvenivano sulle frequenze di una televisione regionale chiamata E’ TV. Questa per noi è stata una collaborazione fondamentale che ci ha dato la possibilità di trasmettere gratuitamente 24 ore al giorno dal 2010 al 2014. Poi ha venduto la frequenza a un nuovo proprietario che ci chiede un affitto mensile che, per ora, riusciamo a sostenere grazie all’aiuto dei parrocchiani”.

Sono una ventina i volontari che ogni giorno collaborano assiduamente all’emittente: dal giovane appassionato di comunicazione al pensionato che si rende disponibile a raccogliere contributi importanti.

La cosa sorprendente è che tutta la comunità locale partecipa a vario titolo e con orgoglio a questo progetto.

Il bacino d’utenza è Parma e provincia per un totale di circa 200mila persone. I feedback o le richieste dei parrocchiani fanno capire a don Francesco che il suo sogno da giovane seminarista “funziona”. Ma non basta più, bisogna andare oltre, bisogna allargare il progetto ad altre città ad altre province, perfino all’Europa allestendo “una regia mobile”.

Con un furgone, l’attrezzatura e una parabola, potremmo partecipare a eventi sul territorio nazionale, ma non solo, e trasmettere in diretta sulla nostra TV”, spiega don Francesco. Cassa Padana ha deciso di collaborare e si è resa disponibile per fare una raccolta fondi e impegnandosi a raddoppiare la somma raccolta dal don Francesco fino alla concorrenza massima di 5000 euro.