Lago di Garda – Vivo a Desenzano del Garda da tre anni, ma il sublime Benaco non finisce mai di sorprendermi. Lo ha fatto lo scorso fine settimana, mostrandomi gioielli meravigliosi spuntare dall’acqua.

Galeotta una gita in motoscafo con alcuni amici. Il nostro mezzo ci aspetta a Moniga, bel paesino a pochi chilometri da Desenzano. Sono le 9 di mattino ma al cantiere ci avvisano che dobbiamo aspettare almeno un’oretta perché il lago è mosso e i motoscafi non possono uscire (le correnti sono spesso molto forti e sarebbe rischioso imbattersi nella navigazione). Nel frattempo ci godiamo il paesaggio dell’Istmo di Sirmione dalla bella spiaggetta, già affollata di bagnanti.

Il cielo è terso e si vede perfettamente quella che è per me una delle penisole più belle al mondo, la patria di Catullo, con le sue eleganti torri d’accesso e la snella lingua di terra che termina nel complesso archeologico termale. Dopo poco il vento è calato e il nostro piccolo equipaggio è finalmente pronto a salpare.

Prima meta Isola dei Conigli, uno dei posti più limpidi per immergersi. Iniziamo, quindi, a dirigerci verso nord. Alla nostra sinistra scorre la scogliera selvaggia: sulla sommità scorgiamo, piccoli piccoli, alcuni turisti che stanno percorrendo l’impervia discesa che porta ad alcune intime spiagge di scogli piatti che degradano dolcemente nel lago (ottima location per l’abbronzatura..). Quindi l’Isola di san Biagio, per tutti “Isola dei conigli”. Ci ero sempre arrivata via terra, dal porto di Manerba, percorrendo la secca mattutina. Dal lago è un altro mondo: ci avviciniamo il più possibile e poi via al primo bagno!

Dopo una prima rinfrescata, rotta in “alto lago”, verso una delle più scenografiche ville che io abbia mai visto, la poderosa Villa Borghese, elegantissima residenza in stile neogotico-veneziano, oggi proprietà della Famiglia Cavazza. Un vero castello delle fiabe, circondato da limonaie e giardini che sorgono direttamente dall’acqua. Dopo aver sognato per qualche minuto a naso in su ripartiamo alla volta di Salò, il golfo più bello, elegante e raffinato del Lago di Garda: qui la sosta gelato è d’obbligo, e anche due passi nel centro ricco di boutique e negozi griffati.

Risaliti in barca ci dirigiamo ancora verso Nord, fino a Gardone per salutare dal lago la Torre, imponente mastio medioevale convertito a disco-bar. Il nostro viaggio verso Nord non può proseguire, la navigazione oltre questo limite non è consentita, il tratto che da Limone si riversa nella provincia trentina è possibile solo via terra (ma questa è un’altra storia).

Quindi timone ad Est, direzione Sirmione. Lo immagino il vate Catullo mentre, scrutando il nostro bel lago, dedica alla sua Lesbia i suoi mille, e più, baci sapendola, traditrice, tra le braccia di un altro! Sono le prime ore del pomeriggio, il lago sembra oglio, niente a che vedere con le increspature bigie della mattinata. Così il nostro skipper (mio marito) calca un po’ di più sul pedale: Sirmione è ormai a pochi “passi” con il suo maestoso complesso archeologico termale. Non c’è che dire, i nostri predecessori latini avevano proprio buon gusto in campo architettonico, non potevano scegliere posto migliore per costruire una villa con tanto di piscine!

Sirmione merita la sosta più lunga della giornata con un rilassante bagno nelle acque solfuree. In questo angolo di lago -più unico che raro -il tempo scorre veloce e, senza accorgercene, si avvicina l’ora del rientro. Ma prima di “tirare i remi in barca” ci manca un’ultima tappa, una breve sosta a Villa Bober (nel tratto di costa tra Sirmione e Desenzano) per “un tuffo dove l’acqua è più blu”. Di fronte alla bellissima villa (voci del lago dicono di recente acquistata da un magnate russo) le acque sono, infatti, particolarmente celesti e conservano intatto un folto canneto, habitat naturale di numerose specie di volatili e di pesci.

La nostra gita su questo ramo del Lago di Garda non poteva concludersi in maniera migliore. Rientriamo al porto con la promessa di una seconda escursione, alla riscoperta di Peschiera e dei borghi di Bardolino, Lazise e Malcesine, doni sponda veronese.

Ps: per chi non disponesse di patente nautica o motoscafo è possibile ripercorrere il tragitto a bordo dei battelli del lago che organizzano ogni giorno gite ed escursioni.

Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori