I giornali di tutto il mondo parlano di lui come un gigante. L’unico da battere in questo Giro d’Italia.

Scrive la Gazzetta dello Sport: “Ha affrontato le prime rampe della montagna terribile che sembrava un cavallo imbizzarrito. Ai piedi del Mortirolo, Contador aveva quasi 50” di ritardo per colpa di una foratura. La squadra, spremuta, lo aveva lasciato solo e la sua ascesa ai 1.854 metri della vetta ha assunto i contorni di una cronoscalata testarda e solitaria. Il Pistolero ha ferito il Gigante in 45 minuti e 7 secondi, rifilando 49” al secondo miglior scalatore, Steven Kruijswijk, 53” al terzo, Mikel Landa, e addirittura 2’43” a Fabio Aru.