Mantova. Riaperta la mostra multimediale Giulio Romano Experience e visitabile sino al 30 giugno, dopo il fermo per il covid19.  Allestita nella sale monumentali di Palazzo Te la mostra multimediale coinvolgerà il visitatore in un percorso spettacolare, ripercorrendo la figura e la carriera dell’artista da Roma a Mantova, da Mantova all’Europa.
Giulio Romano, genio del Rinascimento, allievo prediletto di Raffaello, artista eclettico, arriva a Mantova nel 1524 chiamato da Federico II Gonzaga, per il quale realizza il suo capolavoro: Palazzo Te.

Nel percorso espositivo la vita di Giulio è raccontata a tappe attraverso i linguaggi innovativi della multimedialità: visori di realtà virtuale, schermi di realtà aumentata, proiettori ad alta definizione, audio di prossimità permetteranno allo spettatore di entrare nella bottega dell’artista e di vivere l’atmosfera di una delle più rinomate corti rinascimentali europee, scoprendo i segreti dell’opera architettonica e pittorica del celebre Maestro del Manierismo.

Il racconto si snoda in tre diversi ambienti narrativi. Il primo è dedicato a Giulio Romano e la meraviglia come finalità nell’arte: una suggestiva narrazione per immagini ripercorre tutta la carriera di Giulio, dalle prime prove a bottega da Raffaello ai capolavori d‘architettura e di pittura del periodo mantovano, fino alla diffusione del suo stile in Italia e in Europa. Il successivo ambiente si focalizza su Palazzo Te e sul raffinato dispositivo narrativo rinascimentale messo in atto dal Maestro e dalla sua bottega. Il terzo e ultimo ambiente ha lo scopo di valorizzare Mantova e i “segni” lasciati da Giulio Romano.

L’artista e la città sono strettamente connessi. Quando nel 1526, mentre stava realizzando Palazzo Te, venne nominato prefetto delle fabbriche dei Gonzaga e “superiore delle vie urbane”, titoli che gli davano la qualifica di sovrintendere a tutte le architetture e le produzioni artistiche della corte, portò avanti un’ampia opera come pittore e architetto, improntata a un fasto decorativo e gusto della meraviglia e dell’artificio ingegnoso e bizzarro che segnarono la città.

La mostra dialoga con il nuovo percorso multimediale del Palazzo: grazie ad un attento studio della documentazione storica e all’esperienza nell’applicazione delle ultime tecnologie nel settore dei beni culturali, il pubblico piò usufruire di una postazione di realtà virtuale che consente di intraprendere un viaggio con Giulio Romano nella storia del palazzo. In post-produzione sono state elaborate le immagini raccolte di tutti gli spazi, divise per layer e attraverso la motion grafica: i disegni di Giulio Romano riprendono così vita e volume.

Alcuni esempi: l’affresco che ritrae Palazzo Te nella sala di Ovidio è stato elaborato in un’immagine immersiva a 360° che, conservando la texture e le pennellate dell’autore e rispettando la documentazione storico-artistica, permette di entrare nel dipinto sentendosi immersi nel paesaggio. Ci sono barche, personaggi e alberi mossi dal vento.

Nella Camera dei Giganti è stato fatto un lavoro analogo: Giove che lancia saette dall’Olimpo è stato animato e ridisegnato in ogni singolo frame, seguendo i disegni originali dell’artista. In post-produzione poi il tutto è stato elaborato e animato per arrivare ad un’immersione totale nella scena maestosa e tragica della caduta dei Giganti. Grazie alla tecnologia di realtà virtuale il visitatore può vedere il progetto originario di Giulio Romano nello studio dei suoi disegni. L’elaborazione 3D delle mappe e delle planimetrie permette di vedere Palazzo Te come apparve ai visitatori dell’epoca, prima che l’uomo, la storia e il tempo modificassero le sue strutture e il paesaggio insulare che lo circondava.

Inoltre, per la prima volta in progetti di heritage, la realtà virtuale si accompagna a effetti sonori a 360° così da immergere completamente il visitatore e trasportarlo nel tempo, nei suoni e nello spazio alla scoperta di questa meraviglia, Palazzo Te.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.