Brescia. Nell’ambito del festival Corpus Hominis una performance teatrale ha invaso per un’ora pacificamente le carrozze della metrò. Gli ignari passeggeri sono stati coinvolti per un flash mob dal titolo “vestire gli ignudi”, conclusosi con un finale spumeggiante di musica e colori alla fermata della stazione di San Faustino.

A quale scopo lo spiga Chiara Buizza della Caritas Diocesana: – Ispirata all’opera di misericordia corporale “Vestire gli ignudi”, nell’insolita cornice della metropolitana, ha preso forma “Dress upcycling”, una performance in stile flash mob volta a richiamare l’attenzione sul valore relazionale del vestire, sulla seconda vita degli abiti usati, sulle scelte di condivisione che mostrano che un altro modo (mondo) è possibile. Anche grazie alla partecipazione degli attori della compagnia teatrale Racconti in scena e all’accompagnamento musicale di Innerplay Ensamble, la performance si è snodata tra i vagoni del Metrobus e il Mezzanino della Stazione di San Faustino.-

A farla da protagonisti gli abiti usati: avvolti in una carta trasparente, sono passati di mano in mano (di dono in dono) tra gli attori e passeggeri della metropolitana fino a vestire l’attore-ignudo; hanno dato colore, vitalità e dignità a dei manichini-ignudi coperti da sacchi neri, quasi rifiuti ad occupare il Mezzanino della Stazione di San Faustino; nelle tonalità del verde hanno fatto fiorire, anche tra terra e cielo, spazi relazionali, prima asettici e deserti, simili appunto a una discarica di rifiuti.

A curare l’ideazione di questa performance, insieme a Caritas Diocesana di Brescia, Dario Polatti – sociologo della moda e Cauto cooperativa sociale onlus. “Dress upcycling”, che si inserisce nell’ambito di “Corpus Hominis – Festival della comunità”, prende infatti le mosse dalla collaborazione che, dal 1999, lega Caritas e Cauto per la raccolta di abiti usati attraverso i contenitori color giallo dislocati sul territorio. Una raccolta, che nell’ambito della campagna “Ri-vesti il mondo di valore”, intende rendere sempre più trasparenti ed evidenti i valori che vengono generati dalla raccolta degli abiti usati in termini di lavoro, solidarietà e rispetto per l’ambiente.

In questa prospettiva, “Dress upcycling” permette di sottolineare il valore del dono, un dono che veste, anche in umanità, chi è ignudo.