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Cremona. La furia della tempesta e il sibilo del vento che hanno abbattuto gli abeti del suono della foresta di Paneveggio in Val di Fiemme lo scorso novembre, dove Stradivari s’aggirava si racconta nelle notti di luna per battere il tronco e ascoltarne il suono, diverranno violini nella abili mani degli studenti e dei maestri della Scuola di Liuteria.

E’ questa una delle azioni frutto dell’importante protocollo tra Comune di Cremona e FederlegnoArredo (Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’arredamento e dell’illuminazione), nell’ambito del Distretto culturale della liuteria. L’accordo è stato firmato in questi giorni.

Dal disastro ambientale alla melodia della musica dei violini. I maestri liutai e gli studenti della città hanno risposto all’appello per recuperare gli abeti rossi, il cui tronco è detto legno della risonanza, appropriato per la costruzione dei violini, alcuni centenari che rischiavano, con il passare del tempo, di finire attaccati da umidità e muffe, miseramente buoni solo per camini, bancali e pellet.

A partire dal protocollo, FederlegnoArredo acquisterà dalla magnifica comunità della Val di Fiemme una parte del legname, abbattuto dagli eventi atmosferici dei primi giorni di novembre, legname di adeguata stagionatura e lo donerà alla Scuola Internazionale di Liuteria. In parte la Scuola provvederà a conservarlo per utilizzi futuri, in parte lo adopererà per costruire due nuovi violini che andranno a costituire il primo nucleo di una vera e propria collezione, la “Collezione Tempesta”.

L’obiettivo comune è di organizzare, poi, un evento in collaborazione con il Museo del Violino in cui far esibire questi strumenti per raccogliere fondi a favore delle progettualità del Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia e di esporre questa simbolica e preziosa collezione in maniera permanente in città.

Non solo, il protocollo tra Comune e FederlegnoArredo consentirà la collaborazione tra Distretto della Liuteria e il Salone internazionale del Mobile a Milano e all’estero, vetrina straordinaria per la città e il sistema Cremona. Inoltre, il Comune di Cremona, in qualità di capofila del Distretto culturale della liuteria, sosterrà la co-partecipazione della Federazione e delle università in progetti di ricerca finanziati a livello nazionale e internazionale con tematiche legate a manufatti lignei (materiali innovativi, sistemi di misure acustiche, trattamenti e sviluppo di performance dei supporti).

FederlegnoArredo, infine, promuoverà, svolgerà e coordinerà iniziative per la formazione professionale e l’istruzione tecnica, favorirà il contatto tra le realtà imprenditoriali della propria filiera e gli associati al Distretto culturale della liuteria al fine di creare sinergie produttive e commerciali, favorirà la promozione internazionale del Distretto, collaborerà con la propria struttura amministrativa e gestionale a progetti di ricerca finanziati, nazionali ed europei.

Il protocollo, in vigore fino al 31 dicembre 2019 e prorogabile, prevede la costituzione di un apposito Comitato di Coordinamento che darà gli indirizzi, individuerà e approfondirà specifiche attività e monitorerà i risultati della sinergia. È un’altra collaborazione davvero strategica per la città e per il Distretto culturale della liuteria che, facendo rete tra istituzioni, università e circa 70 liutai aderenti, continua anche così ad estendere il progetto di laboratorio diffuso, a sviluppare la ricerca applicata e a generare ricadute sulla produzione artigianale liuteria, valorizzandone e accrescendone la qualità.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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