Pescarolo ed Uniti (Cremona) – E’ stata messa agli atti la chiusura definitiva dell’edizione del Carnevale 2020, sia la parte riguardante la sfilata di carri e maschere che quella della tradizione. In merito a quest’ultima, però,  gli “Amici del falò” hanno deciso di lasciare, a tutti coloro che arrivano da fuori, un loro biglietto da visita come un ricordo stabile della tradizione ultrasecolare del “ falò”, che solo il coronavirus sembra essere riuscito a fermare. Infatti, anche durante la guerra, si dice che il falò si fece ugualmente, anche se in forma ridotta, mancando la forza.

A grandi linee si parla anche dell’installazione di una struttura fissa che verrebbe posizionata nell’apposito spazio in Piazza Garibaldi. Dando a Cesare quel che è di Cesare, riteniamo sia corretto a questo punto, da pescarolese, ringraziare la categoria degli agricoltori, punto di forza dell’iniziativa, sempre molto disponibili alla collaborazione concreta per la rievocazione della tradizione, ma anche e soprattutto un rigraziamento per la parte culturale va agli “Amici del Museo del lino” guidati da Stefana Mariotti.

Il merito va riconosciuto soprattutto a Stefana per le sue scelte in materia culturale, che trattando in modo particolare la vita della nostra gente, ha concretizzato, assieme ad altri appassionati volontari, il progetto del Museo del lino, dedicando anche particolare attenzione al momento del “falò”, per il quale ha realizzato, con la collaborazione di Fabrizio Merisi, filmati, pubblicazioni e organizzato anche un convegno a carattere regionale.

In qualità di Ex Sindaco, mi sento di dire queste parole: “Anche se ho sempre evidenziato a Stefana, sia come Sindaco che come consigliere di minoranza, che non si vive di solo pane, non posso non attribuire alla stessa il merito, per quanto ha fatto per il falò e per la costituzione del “coro del falò” e, in occasione dei lavori della piazza, pur non condividendoli pienamente, l’aver salvato uno spazio apposito riservato al grande fuoco. Ora non possiamo che complimentarci con i fautori della nuova iniziativa. Le proposte erano varie, per alcuni anni ad esempio venne lasciata nel terreno la ceppaia della pianta, ora la scelta, grazie ad una proposta venuta dall’esterno, che sembra abbia trovato un consenso da parte degli “amici del falò”. Vedremo. Nel frattempo qualcuno aveva tentato la piantumazione di una piccola pianta, quale ricordo, ma la scelta non è stata condivisa dal forte vento“.