Brescia – Si rinnova fino all’ultimo scampolo ufficiale dell’inverno, la mostra d’arte visiva, dedicata al disegno, che l’Associazione Artisti Bresciani (Aab) instilla nel calendario delle proprie iniziative strutturate per il 2015, mediante l’impegno di promozione culturale sviluppato nel composito programma della propria stagione espositiva, ideata negli ambienti di vicolo delle Stelle 4, a Brescia.

Qui, nella sala del “Romanino”, la sede dell’Aab accoglie quell’articolata esposizione che, nella preponderante specificità dell’illustrazione, permette di fare riscontrare il nesso fra la tecnica figurativa del disegno e l’esplicita prospettiva imperniata sulla raffigurazione, quale narrazione stilistica che si apparenta al contenuto mediato grazie al contesto di un determinato apparire.

All’insegna, fra l’altro, di una sottile riflessione protesa a considerare l’incontro espressivo tra il silenzio ed il suono, in cui il segno assurge a deflagrante punto d’arrivo, la mostra, realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia, è visitabile fino a mercoledì 18 marzo, durante quegli orari giornalmente compresi dalle ore 16 alle ore 19.30 che escludono la giornata del lunedì per la chiusura infrasettimanale, solitamente osservata dal programma delle esposizioni approntate dall’Aab nella propria sede sociale.

Per la cura di Anna Lisa Ghirardi, la laboriosa ed attenta applicazione del sodalizio organizzatore nel tempo, profusa, a proposito del disegno giunge, con questa proposta, ad una ulteriore gemmazione, considerata,come quarta edizione, alla luce di una proficua prosecuzione di un tema già attentamente preso in considerazione, come, fra l’altro, spiega il presidente dell’Aab, Dino Santina, nel contributo introduttivo alla pubblicazione divulgativa dell’iniziativa espositiva stessa, edita, con il numero 215, per la serie editoriale “contemporanea” da parte dell’associazione che presiede, rappresentandola con il past president, nella figura del presidente onorario, Vasco Frati: “E’ il completamento di un percorso avviato nel 2012 per studiare e far conoscere il panorama degli artisti bresciani che hanno manifestato la loro opera attraverso il disegno. Ha iniziato Ilaria Bignotti che ha curato la mostra dedicata al disegno nei linguaggi artistici delle nuove generazioni, presentando le opere di una decina di giovani. Nel 2013 la nostra Associazione ha assegnato a Fausto Lorenzi l’incarico di preparare una mostra, per la quale ha selezionato undici artisti della generazione di mezzo (in prevalenza con età fra i quaranta e i sessant’anni). Anche la terza esposizione sugli artisti bresciani e il disegno, nel 2013, è stata curata da Fausto Lorenzi il quale ha rivisitato e presentato le opere della generazione dei decani, dieci artisti che sono stati protagonisti già negli anni ’50, 60′ e 70′ (molti di essi sono stati attivi anche nei decenni successivi)”.

Anche grazie al sostegno di “Fondazione ASM – Gruppo a2a”, di “Fondazione Banca San Paolo di Brescia” e di “Cassa Padana” di Leno, la pubblicazione, “numero 215”, documenta, in una sessantina di pagine, la proposta artistica di Sara Donati, diplomatasi in “Illustrazione all’Istituto Europeo di Design” a Roma, di Cristina Gardumi, diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Verona ed all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, di Francesco Levi, laureatosi in “Disegno Industriale” al Politecnico di Milano, di Alicia Baladan, di Giuliano Guatta, di Daniela Perani con alle spalle i rispettivi ed i qualificati studi maturati, invece, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Ad inizio del libro accennato, funzionale ad offrire alla mostra un ragguaglio critico, di questi autori, la curatrice della mostra e del libro stesso, pure realizzato per il tramite del coordinamento editoriale di Giuseppina Ragusini, afferma, fra l’altro, nel suo scritto connotativo del testo che segue il titolo, ravvisabile ad ulteriore appellativo dell’esposizione stessa, per l’allusione al suo precipuo oggetto costitutivo, desumibile nell’esplicitazione, testualmente riportata di “Carta Bianca”, che “nello specifico, questa mostra è dedicata all’esplorazione del disegno che migra, dalle opere grafico/pittoriche, alle pagine illustrate. E’ il frutto di una ricerca del segno tracciato sulla carta, dalle opere a parete alle pagine di un libro, che ci fa addentrare in punta di piedi nell’ambito dell’illustrazione, senza però voler scindere i luoghi dove esso trova dimora. Pertanto, gli artisti scelti hanno conosciuto, nel loro iter, l’incontro tra segno e parola. Nelle loro opere, in cui il linguaggio figurativo è un elemento comune, al di là delle possibili affinità, sono evidenti stili e sperimentazioni tecniche diverse. L’immagine e la parola si incontrano sotto varie forme: dall’inserimento di parole a fianco delle immagini su carta, senza che vi sia necessariamente un vero e proprio racconto, alla creazione di illustrazioni di libri, alla voce al segno in performance e video”.

E’ questo il generoso scibile di un linguaggio eclettico da parte degli artisti coinvolti nella mostra cittadina che, nell’allestimento approntato anche in collaborazione con Corrado Venturini e pure con il supporto di Chiara Malzanini e di Sabrina Tengattini dell’Aab, si esplica in nell’armoniosa sinergia espressiva delle personali prerogative figurative, rispettivamente attinenti le loro ispirazioni creative, differenziate nei vari ambiti delle praticate sensibilità ideative dove, le stesse, possono essere apprezzate per quelle dinamiche compositive, vibranti di emozioni intuitive, sul fertile piano di condivisioni metaforiche elettive.

Opera mostra Gli artisti bresciani e il disegnoQuelle metafore, ad esempio, ulteriormente evidenziate, nel superamento di quei disegni ai quali le stesse raffigurazioni sono consegnate sul tradizionale formato dei manufatti, che si trovano invece, in altro modo, rappresentate in quanto la curatrice dell’iniziativa espositiva, Anna Lisa Ghirardi sottolinea nella sua lettura ricognitiva delle diverse opere in mostra, pure affidate alle pagine illustrate della corrispondente pubblicazione, verso le quali una ragionata presentazione, confezionata anche a modo di intervista per ogni singolo autore, è appositamente funzionale per un approfondimento, dedicato, in tale sede, anche a mettere in risalto una quadruplice attrattiva, specificata nel fatto che “tra le opere presentate non mancano lavori inediti, tra cui un’opera su carta di grandi dimensioni, appositamente realizzata da ciascun artista”.

Si tratta di lunghe pertinenze gravitazionali di lavori appesi a quell’apice ascensionale che verticalmente li stempera in uno sviluppo discendente, secondo un imponente apparato che risulta strumentale a valorizzare l’ispirazione dell’artista nell’ambito della formulazione dell’opera amplificata in una sua maggiore e caratteristica proporzione dimensionale.

E’ questo il caso della proiezione della carta, utilizzata per dare corpo all’opera, nel formato di cinque metri per novanta centimetri che, in Sara Donati ed in Francesco Levi, mostra la rappresentazione antropomorfa, tra uomo e natura, di una curiosa creatura, ramificata in una scheletrica alberatura congiunta in una medesima sagoma posta in stesura, dal titolo “L’uomo albero”, mentre “Daniela Perani e Giuliano Guatta hanno preparato la superficie, hanno reso la pagina adatta ad accogliere il segno, ricreando, con la piegatura della carta, le righe di un quaderno ancora intonso (Fisarmonica dell’immaginazione). Segreta, nascosta dietro a finestre, appare invece la scrittura di Alicia Badalan. Solo i più curiosi potranno accedere alle sue immagini, scorgendo sotto il candore della carta, altro bianco o misteriose figure minimaliste tracciate con un preciso segno nero. Cristina Gardumi ha usato i cinque metri di altezza per unire cielo e terra in un saluto, Hello, in cui le tensioni spirituali degli esseri si sono congiunte. In questa mistica Primavera lo spazio è colmato sottendendo l’ansia del desiderio di risposta”.

Una interpretazione che, nel caso di quest’ultima fattispecie, si può tradurre in una sorta di configurazione dell’elemento umano, nelle vagheggiate e fiabesche fattezze di quello animale, che impresta, ad un’umanizzazione immaginifica di esemplari di vario genere, il ruolo dell’uomo nel reale sostanziale che invece non gli appartiene, configurando quella intraprendente fantasia, espressa e sviluppata con tecniche compositive che nel medesimo taglio del disegno ne tratteggiano alcune mirate modalità d’approccio diverse, fra “inchiostro su carta”, “biro su carta velina”, “acquerello su carta cotone”, “grafite su carta e inchiostro acetato”, “acquerello e matita su carta”, “china su carta” ed “acquerello, pennarelli e biro su carta”, che ha, fra l’altro, attratto i numerosi convenuti alla manifestazione d’avvio ufficiale della mostra, fra i quali anche una serie di pittori, come, ad esempio, Remo Bresciani e Pierangelo Arbosti, ed esponenti delle istituzioni, come, fra gli altri, il vicesindaco di Brescia, Laura Castelletti.