Tempo di lettura: 2 minuti

Bussolengo (Verona) – “Non siamo mai arrivati così presto alla meta, non abbiamo mai volato così in alto e non abbiamo mai realizzato tappe così ravvicinate”: è il commento stesso del Waldrappteam che nel primo pomeriggio di ieri ha condotto per l’ultima volta lo stormo di uomini, donne e uccelli all’oasi di Orbetello.

Con un volo di 151 chilometri durato 3 ore e 9 minuti, i 29 ibis e le due mamme adottive a bordo di due ultraleggeri a motore hanno concluso la VI Migrazione Guidata dall’Uomo per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita: con essa si conclude il LIFE+ 2014-2019 “Reason for hope” e il gruppo di ricercatori austriaci segna il numero 14 nella casella degli anni trascorsi dall’avvio del progetto sperimentale.

Con più di milleottocento chilometri in 12 giorni coperti in 5 tappe, anche quest’anno i dati raccolti hanno permesso di scoprire di più sulla fisiologia di questa specie estinta in Europa da 4 secoli, sulle sue necessità ed esigenze.

“Stiamo lavorando perché quest’esperienza decennale non si esaurisca e perché l’application che abbiamo presentato alla Comunità Europea possa venire accolta, in modo che un nuovo LIFE possa essere inaugurato il prossimo anno”, spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto cofinanziato dall’UE.

“Da qui continueremo a monitorare via gps i circa 150 esemplari di ibis eremita che ora sono presenti al sito di svernamento, parte dei quali in primavera saranno in grado di percorrere la rotta di migrazione in senso inverso, autonomamente”.

Per il sesto anno consecutivo il gruppo del Waldrappteam ha quindi completato uno dei momenti più delicati del progetto europeo LIFE+ “Reason for hope”: le mamme a bordo di due ultraleggeri a motore, hanno mostrato a 29 esemplari di ibis eremita la rotta da seguire fino al sito di svernamento, in modo che possano memorizzarla, tornare autonomamente nei quartieri riproduttivi d’oltralpe in vista della prossima stagione calda e ripopolare i cieli con la propria prole.

“Buona parte del segreto di questa missione – spiega Cesare Avesani Zaborra – sta nell’allevamento dei 29 pulcini da parte delle due mamme adottive che si sono occupate di loro dal momento della schiusa al Tierpark Rosegg (Carinzia), durante l’addestramento al volo e in questi giorni, a bordo dei due ultraleggeri che guidano gli ibis in volo”.

Da quel 12 aprile, quando le due mamme adottive, la veterana Anne-Gabriela Schmalstieg ed Helena Wehner hanno preso in carico i neonati pulcini, li hanno nutriti, cresciuti, stabilito un legame necessario per farsi seguire in volo, proprio in previsione di questi giorni.

“Ora che hanno raggiunta Orbetello – prosegue Avesani Zaborra – i 29 giovani affronteranno la vita selvatica non più con l’aiuto dell’uomo, ma insieme ai circa 120 esemplari che le precedenti edizioni della Migrazione Guidata hanno condotto sul suolo italiano”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *