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Lavorare ad inchieste scomode, a reportage di guerra, calandosi in realtà drammatiche e mettendo a rischio la propria vita oggi non basta per vedere riconosciuti i propri diritti.

E’ la triste realtà dei giornalisti free lance, una categoria di lavoratori “invisibili” che svolgono un lavoro prezioso di cui tutti i giornali si avvalgono ma che, al contempo, non viene riconosciuto.

Di una realtà che pochi conoscono si occupa il documentario “#ZeroPotere -Voci e storie di giornalisti freelance“, realizzato da Marina Piccone (riprese e montaggio di Cristiano Piattoni e Valeria Valli) che è stato presentato a Roma.

Attraverso le storie di alcuni giornalisti, il documentario è una denuncia puntuale e coraggiosa di fatti che hanno dell’incredibile: i giornalisti free lance vengono pagati a cottimo, spesso con compensi ridicoli quando non indecenti, non hanno rimborsi spese, non hanno in più delle volte un’assicurazione, non hanno ferie, malattia, potere contrattuale.

Eppure si tratta di un lavoro prezioso per quotidiani e settimanali, che con gli articoli dei free lance riempiono le proprie pagine. Vuote, invece, rimangono le tasche di chi li redige.

A risentire della situazione non sono solo i diretti interessati, ma anche la qualità dell’informazione, sostiene l’autrice: come essere sicuri, infatti, che una persona che riceve 1, 3, 5 euro a pezzo, dovendone fare decine al giorno per sbarcare il lunario, controlli adeguatamente le fonti e faccia le dovute verifiche?

Il documentario inedito, interamente autofinanziato, è stato presentato in anteprima il 29 novembre scorso a margine del “Rimozioni”, XXI seminario di formazione per i giornalisti organizzato da Redattore Sociale.

Nell’occasione sono state diverse le testimonianze di giornalisti free lance e non, da Francesca Borri ad Amalia de Simone da Stefano Liberti all’inviato speciale del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi, i quali hanno fatto luce su una realtà difficile e nascosta, che vede i free lance critici e divisi anche all’interno della propria categoria (i video del dibattito).

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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