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Gli Orienti di Pasolini” è il titolo di un libro da poche settimane nelle nostre librerie, fresco di stampa, ma un libro che arriva da lontano e racconta di un viaggio fotografico di Roberto Villa nel cinema pasoliniano.

Fotografo, Roberto Villa ha sulle spalle una carriera come pochi al mondo, ha collaborato con riviste internazionali ma soprattutto è uno studioso della comunicazione nell’ambito del cinema, dell’arte e della fotografia. Tra le innumerevoli esperienze della sua vita nel 1973 Roberto Villa viene invitato da Pier Paolo Pasolini a fotografare le riprese del film Il fiore delle Mille e una notte, nello Yemen e in altri paesi.

Ma l’Oriente, per Pasolini,  è un posto dello spirito dove si trova quel mondo desiderato, sognato, che non esiste in questo Occidente “borghese e consumista” e che, in quel Film Fiaba, “Il Fiore delle Mille e una Notte”, è portato sullo schermo con una narrazione fantastica e con i colori del sogno.

Ha raccontare a Popolis come è nata l’esperienza e il libro è lo stesso Roberto Villa:

Era il 1972. Un convegno sulla TV a Milano, al Circolo Turati, in cui Pasolini era protagonista del dibattitoLibertà di espressione tra repressione e pornografia”. Mi sono precipitato.

Ho scattato un rullino in bianco e nero ed uno colore con pellicole “tirate” da 400 a 1600 ASA.

Dopo la conversazione con il pubblico ho avvicinato Pasolini e gli ho chiesto se avesse avuto tempo e voglia di parlare dei processi semiologici e linguistici del cinema e nello specifico dei suoi film.

Mi ha guardato un attimo, stupito, come se si chiedesse come facevo a conoscere quegli argomenti (li studiavo dall’età di 12 anni), mi ha dato subito la sua disponibilità.

Poi, al suo pensiero, ha aggiunto “… ma fra poco parto per il medio oriente per un film” ed ancora “però se vuoi puoi venire, avverto la produzione che c’è un fotografo sul set”. Ci sono andato.

Ho raggiunto la troupe nello Yemen. Il film era “Il Fiore delle mille e una notte“. Partendo da queste foto a Milano, e tre mesi e mezzo, e ottomila foto in medio oriente, ho realizzato un documento che stiamo portando in giro in tutto il mondo. Dove amano e studiano Ppasolini!

Ma non solo. Dove si possono tenere seminari di semiologia del cinema e dell’immagine fotografica, nelle Cineteche e nelle Ambasciate, negli Istituti Italiani di Cultura e nelle Università locali, evvia.

Qui, da noi, non ci sono quegli interessi per l’approfondimento della conoscenza del cinema e dell’immagine. Basta fare click!

Ecco il perché il plurale de “Gli Orienti” che per Pasolini sono posti dello spirito, uno spazio desiderato, sognato, non presente in questo Occidente, che si confronta con la pluralità delle realtà geo-economiche e delle visioni geo-politiche, dove la semplicità dell’esistenza eleva il pensiero, non distratto, dal superfluo, da quello che PPP chiamava “consumismo borghese” un consumismo che per primo consuma il consumatore stesso quello che non fa più click ma un selfie!-

Molto, al di là di tutto questo, è racchiuso nelle oltre 280 immagini inedite del libro che, costruite sempre, seguendo le filosofie compositive della storia dell’arte e della teoria della comunicazione, illustrano il set ed il fuori set del film girato in 19 “location” nello Yemen del Sud e del Nord, e nella Persia dello Scià Reza Pahlavi, oggi Iran, nel lontano 1973.

“Sono convinto che sarebbe piaciuto molto a Pasolini, sia per le “coloratissime” immagini del film, e molto per la sua unicità” afferma Roberto Villa, è l’unico libro al mondo che presenta immagini originali, uniche ed irripetibili.

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