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Ostiano, Cremona. La Kamchatka è una terra estrema del vasto territorio siberiano, praticamente disabitata dall’uomo, è un vero paradiso naturalistico con centinaia di vulcani attivi, geyser, foreste, praterie e una grande biodiversità. Su tutto regna l’orso bruno, il vero re della tundra.

Il Parco Oglio Sud, nella rassegna documentari, sabato 11 maggio propone, in collaborazione con Sondrio Festival, un film documentario che porta gli spettatori nella terra estrema: “Gli orsi della Kamchatka – Inizia la vita”, di Irina Zhuravleva, alle ore 21 presso il cinema Don Rosa di Ostiano. Un viaggio nel Santuario federale Kamchatka meridionale, in Russia. L’orso bruno della Kamchatka è un gigante che sfiora i 3 metri di altezza e un peso che raggiunge i 700 chili, tanto che i suoi membri più grossi contendono all’orso polare il titolo di carnivoro terrestre più grande del mondo. Viene evitato persino dalla tigre siberiana.

Il Santuario Federale della Kamchatka meridionale è spesso definito un paradiso per gli orsi. La troupe del documentario ha passato sette mesi qui per osservare e filmare i segreti della vita quotidiana dei cuccioli d’orso nel loro primo anno di vita. La musica, i suoni dell’ambiente e l’assenza di voci umane nel documentario permettono allo spettatore di immergersi nella bellezza della natura selvaggia, fra vulcani, fiumi e animali selvatici, e di capire che esistono degli importanti confini oltre i quali l’uomo non dovrebbe interferire.

Uno scenario agli antipodi con il territorio del Parco nostrano affacciato sulle ultime anse del fiume Oglio, fortemente caratterizzato dall’agricoltura, da aree golenali che spiccano nella campagna per le imponenti masse boscate dei pioppi e per le dense bordure a salice bianco che a volte si estendono fino a costituire vere e proprie boscaglie. L’alveo del fiume Oglio è caratterizzato da un andamento sinuoso a canale unico con meandri ben evidenti e sponde spesso ripide al cui piede emergono d’estate estese spiagge di sabbia. Conserva comunque, se pur antropizzato un grande fascino.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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