Sardegna  -Antonio Cabras ha due occhi agili, brillanti e intelligenti incastonati in un volto severo, siamo seduti ad un tavolo all’ombra di un centenario ginepro sull’altipiano del Golgo nel Supramonte di Baunei.

Guida escursionistica e naturalistica, Antonio è il fondatore e presidente della cooperativa Goloritzé, da più di vent’anni difende e valorizza l’altipiano calcareo, un tesoro fatto di fitti boschi di lecci e querce, bianche falesie vertiginose che si affacciano su un mare caraibico, fonti e ovili di pietra e ginepro in uso dal tempo dei nuraghi; pastori e carbonai; capre, asini e maiali selvatici che contendono i radi pascoli ai mufloni di Sardegna tornati a popolare il Supramonte.IMG_7611

Il Golgo è un gioiello fatto di mille pietre preziose, un paradiso naturale irripetibile, per ora indenne dalla nefasta invasione del cemento e dei villaggi turistici; e questo lo sanno bene Antonio e i suoi ragazzi, ma sembrano gli unici ad esserne coscienti. Molto meno le amministrazioni e gli operatori turistici che scaricano migliaia di turisti per 15 giorni all’anno via mare sulle piccole calette paradisiache, mettendo a rischio l’ecosistema marino, mentre per il resto dell’anno è abbandono totale.IMG_2381

La storia di Antonio inizia nel 1991 con un corso per guida escursionistica a seguito di un grande progetto finanziato e presto eclissato da baraonde politiche locali. L’idea di base era di creare sul Golgo una nuova concezione di turismo responsabile, distribuito su più mesi dell’anno e con accesso limitato. Mezzo fallito il progetto Antonio fonda la cooperativa, portando avanti l’dea facendo perno sulle proprie forze, conoscenza del territorio, preparazione escursionistica e soprattutto amore per un angolo di terra, 24 ettari di selvaggio blu tra i più belli d’Europa.IMG_7543

Iniziano con una capanna e un piccolo maneggio, poi nel 2001 arriva il rifugio con annessi posti tenda che la cooperativa gestisce con coscienza ecologica e lungimiranza sul futuro del Golgo e dell’isola.

La cooperativa è un esempio di imprenditoria giovanile condotta con caparbia ostinazione controcorrente, un inversione di marcia rispetto alla mentalità di ammassare migliaia di persone, ignare della fragilità del luogo, per un paio di settimane all’anno. O peggio ancora iniziare la costruzione di alveari di cemento che già hanno danneggiato i luoghi più belli d’Italia.IMG_7587

Dal rifugio al mare ci si va a piedi, ma si possono anche fare lunghe passeggiate tra reperti nuragici e animali selvaggi, arrampicare sulle falesie, affrontare uno dei trekking più affascinanti d’Italia il “selvaggio blu” accompagnati da Antonio. I ragazzi della cooperativa hanno affrontato la mancanza di lavoro con idee innovative che guardano lontano, non sono stati ad aspettare promesse mai mantenute, sostegno o garanzie; si sono rimboccati le maniche e creato dal nulla un’ideache funziona.IMG_2361

Famiglie, scolaresche, alpinisti, escursionisti o amanti del mare trovano alla cooperativa un centro funzionale tra meraviglie naturali e testimonianze del passato. Il Golgo è uno strappo di territorio incontaminato, un altro stupore nel selvaggio blu.

Dov’è finita la foca monaca? Dove abita ora il simpatico pinnipede che sino ai primi del secolo era di casa sulle coste che da cala Gonone corrono verso sud? Eppure se passeggi lungo le vie del centro balneare ci sono pseudo musei, fotografie negli uffici del turismo, escursioni nelle grotte, barconi per turisti e pizzerie che si rifanno al nome del mammifero che da queste parti chiamano bue marino.IMG_2496

La risposta arriva puntuale il giorno successivo, quando con Honey ci imbarchiamo di buon ora per percorrere le coste che dalla cala vanno a sud. Un mare limpido sotto gigantesche pareti di calcare; una gruviera di grotte e fenomeni carsici fanno di questo tratto di costa tra i più affascianti da percorrere sul kayak.

La musica delle onde che si infrangono sulle pareti o vengono inghiottite da grotte sottomarine e il fischiare del vento vengono brutalmente interrotte allo scoccare dell’ora di mezza mattina.

Un esercito invasore di motoscafi, gommoni, moto d’acqua, giganteschi fuoribordo che non rispettano nemmeno la distanza in miglia dalla costa e barconi carichi all’inverosimile di turisti arrivano come una mandria di bufali inferociti tutti insieme. Ci troviamo in un mare di onde in tempesta, un frastuono da tangenziale nell’ora di punta. Povera foca monaca… E poveri noi. In un tratto di costa che dovrebbe essere tutelato e vietato ai mezzi a motore, ad agosto diviene un luna park senza regole.IMG_2385

Ripenso alle parole di Antonio Cabras, al suo impegno per un turismo responsabile, penso alla povera foca monaca che ha fatto le valige mezzo secolo fa assordata dall’assalto dei motori e la sua grotta trasformata in una giostra con passerelle aeree. Il carosello dura per ore, sino all’ora del rientro per pranzo per riprendere dopo il riposino. E’ incredibile che non esistano regole, anzi che non vengano rispettate.IMG_2520

Per una giornata siamo sballottati da barche e gommoni in gara per chi va più veloce, moto d’acqua che si infilano a tutta velocità nelle grotte tra i bagnanti, giganteschi yacht ormeggiati a poca distanza dalla costa con i motori sempre in moto. Un delirio. Per ironia al mattino quando mi sono imbarcato ho dovuto andare a chiedere il permesso ai vigili urbani per arrivare al mare con il kayak perché era “proibito” portare i cani, anche al guinzaglio, in spiaggia, pena 280 euro di multa…

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.