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Gorgona, Livorno – Dopo anni di petizioni, manifestazioni, un appello firmato da personaggi quali Stefano Rodotà, Erri De Luca, Licia Colò, Susanna Tamaro ed ex detenuti, si riapre la pagina della convivenza solidale fra umani e animali sull’isola-carcere di Gorgona.

Una gran bella notizia quella che giunge oggi da Livorno. Sarà felice Marco Verdone, veterinario, omeopata di frontiere, al lavoro sull’isola-carcere dal 1989 al 2015, anima del progetto che ha fatto di Gorgona, dei suoi detenuti, degli animali che ci vivono, un’avventura dell’anima conosciuta in tutto il mondo.

Fotografia di ©Rachele Z. Cecchini

Grazie alla volontà del Sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, che aveva visitato il carcere negli scorsi mesi, al Garante dei detenuti Giovanni De Peppo, con il Direttore del Carcere Carlo Mazzerbo, oggi è stato firmato un Protocollo d’Intesa fra Casa Circondariale, Comune di Livorno e LAV, con gli auspici del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dell’Università Bicocca di Milano.

Grazie a questa firma, sono salvi i 588 animali fra vitelli, maiali, conigli, capre, pecore, galline, cavalli salvati dalla produzione e dalla macellazione, che era stata ripresa quattro anni fa; il mattatoio all’interno del carcere sarà smantellato e diventerà uno spazio per attività senza violenza; a causa dell’affollamento bisognerà cercare casa per circa 450 animali che dovranno andare via man mano dall’isola e la LAV assicurerà i contatti con tutte quelle realtà interessate a ospitarli, con il vincolo della non macellazione e della non riproduzione; LAV si prenderà carico di un primo numero di animali nel Centro di recupero di Semproniano e grazie al 5×1000 di soci e sostenitori assicurerà anche l’acquisto del cibo per quelli che rimarranno sull’isola.

Gli animali che resteranno sull’isola saranno curati dai detenuti con un programma di relazione della Cattedra di Diritto Penitenziario dell’Università Bicocca di Milano, anche nel turismo ecocompatibile sull’isola che è parte del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Santuario dei Cetacei.

“Finalmente si riesce a concretizzare un sogno che era stato improvvidamente interrotto nel 2015, un’esperienza relazionale di convivenza solidale, un vero e proprio laboratorio di buone pratiche di relazione nonviolente umano-animale che rappresenteranno anche un’occasione di riscatto e formazione lavorativa per i detenuti, in una delle più belle isole del mar Tirreno – spiega Gianluca Felicetti, Presidente LAV – gli animali a Gorgona non saranno più considerati macchine ma amici, mediatori e cooperatori della rieducazione, esseri viventi che da oggi hanno nuovamente un futuro”.

“ La cooperazione tra Amministrazione e Casa Circordariale di Gorgona è un traguardo importante nell’ottica della valorizzazione ambientale e nella relazione tra detenuti e animali” aggiunge il sindaco Luca Salvetti.

“La realizzazione concreta è la firma di questo protocollo, che da il via ad un nuovo percorso di riabilitazione dei detenuti in chiave etica. Ringrazio il direttore del Casa Circondariale di Gorgona Carlo Mazzerbo, il Garante delle Persone Private delle Libertà Personali del Comune di Livorno Giovani De Peppo ed il Presidente LAV Gianluca Felicetti”.

La firma del Protocollo di Intesa inaugura una nuova promettente stagione per Gorgona, isola dei diritti e modello di convivenza tra uomini e animali. Il prossimo appuntamento sarà il trasferimento dei primi animali che saranno presi in affidamento da LAV, presso il Centro di recupero per animali salvati di Semproniano, in provincia di Grosseto: un’Arca ideale, a testimoniare la speranza, e la possibilità concreta, di una seconda opportunità di vita, per ogni essere vivente.

 

Gorgona, ultima isola-carcere italiana, è stata per vent’anni, fino al 2015, teatro di un’esperienza eccezionale, in cui il percorso rieducativo dei detenuti si è intrecciato alla sorte degli animali, sottratti ai meccanismi di sfruttamento zootecnico e, quindi, alla morte per macellazione.

Un luogo di sperimentazione e di eccellenza dove hanno trovato spazio nuove forme di relazione, di cui hanno beneficiato sia gli animali che i detenuti, grazie a un processo di crescita personale e di rieducazione verso una giusta ed equa convivenza, basato sul rispetto dei più deboli.

Oggi quella esperienza viene rilanciata ed integrata, ampliandone il raggio di azione e coinvolgendo attori diversi della società, in un’ottica di sostenibilità, sia sul versante economico, che su quello dell’ambiente e del territorio.

 

 

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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