Gattatico, Reggio Emilia. Alla casa dei fratelli Cervi per il 70° della Liberazione dal nazifascismo è arrivata una folla festante. Già dalle prime ora del mattino il grande prato che circonda il museo Cervi e la biblioteca Emilio Sereni è stata invasa da donne, uomini, famiglie e soprattutto giovani.

Tanti giovani che per il 25 aprile hanno sentito il bisogno di manifestare la voglia di democrazia, di pace, di uguaglianza. Si sono portati da casa coperte da picnic, si sono portati il desiderio di stare insieme, di sentirsi un popolo unito che sconfigge le paure e le insicurezze, le crisi economiche, le xenofobie, il razzismo e l’indifferenza. Il motto della giornata, lunga e  festosa, a tratti gonfia di emozioni è stato: “partecipazione”.

Partecipazione chiesta dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, dalla presidente della Camera Laura Boldrini, arrivata a piedi con la gente. E la gente li ha accolti e ascoltati, con interesse, senza contestazioni banali.

Hanno letto nelle parole delle autorità, mescolate tra la folla, la volontà di risalire verso una società migliore, di non scivolare verso pericolose derive che già in altri tempi venuti prima del 25 aprile di 70 anni fa hanno potato l’Europa nel buio della guerra, delle dittature, del razzismo. Demoni ancora in vita, “li abbiamo solo tenuti a bada” come ha detto Martin Schulz, demoni da sconfiggere con la partecipazione.

Poi d’un tratto le voci delle migliaia di persone si sono zittite di colpo, un silenzio gonfio di emozione. Si è aperta la folla ed è arrivata la moglie di Nelson Mandela. Due esempi di vite vissute per l’amore della libertà e della democrazia, contro ogni tipo di violenza e razzismo, nate agli antipodi del Mondo si incontravano idealmente: i sette fratelli Cervi e Nelson Mandela.

Poi qualcuno tra la folla ha intonato “Bella ciao”. Tutti, tutti nessuno escluso, si sono alzati in piedi e hanno aggiunto la loro voce scandito dal battere delle mani.

Poi la festa, poi la musica e con la musica l’incitamento a non cedere, a non mollare mai, perché non debba succedere mai più, lanciato dal palco del concerto da Adelmo Cervi, uno degli ultimi figli dei sette fratelli Cervi.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.