Verona. Le città d’arte italiane sono da tempo sotto scacco di turisti maleducati e irrispettosi, cafonaggini varie si dipanano ovunque nel Bel Paese, dai tuffi nella fontane, alle scritte o graffiti, lucchetti come pegni d’amore e via dicendo, la lista è lunga, purtroppo. Un luogo tra i più presi di mira dalle cafonaggini era la casa di Giulietta, nel cuore di Verona, con l’androne, muri e cancello tumefatti dal vandalismo.

Con l’intervento di pulizia dell’androne della Casa di Giulietta, che ha richiesto due settimane di lavori, i muri dell’ingresso sono stati completamente ripuliti da scritte, biglietti, cerotti e gomme da masticare  usati dai visitatori per lasciare un segno del proprio passaggio. Contemporaneamente, per porre fine al fenomeno di degrado e vandalismo, in questi giorni sono avviati controlli e sanzioni contro chi deturpa gli spazi pubblici.

Obiettivo dell’intervento è quello di restituire l’androne della Casa alla sua originaria bellezza, sensibilizzando cittadini e turisti al rispetto dei luoghi d’arte come bene comune che tutti devono rispettare e tutelare.

Con l’occasione è stato lanciato l’hashtag  #EnjoyRespectVerona un invito a visitatori e turisti a vivere con rispetto i luoghi d’arte, che sono beni omuni preziosissimi e che vanno conservati puliti e con decoro.

Per chi vuole ricordare il proprio passaggio nel luogo del mito shakespeariano di Giulietta e Romeo o lasciare un messaggio d’amore, può comunque farlo nel completo rispetto del luogo: è possibile infatti utilizzare uno scrittoio informatico dentro al museo, oppure l’album dei visitatori e gli spazi per messaggi cartacei e dediche disponibili all’ingresso.

Su entrambe le pareti d’ingresso della Casa di Giulietta ora sono stati posizionati due cartelli, tradotti in quattro lingue, che invitano i visitatori al rispetto del luogo e che ricordano anche che la legge punisce chi imbratta e scrive sui muri (art. 16 del Decreto Legge n. 14 del 20 febbraio 2017).

Il Museo Casa di Giulietta ha sede in una solida costruzione di impianto medievale, dove forse sin dal XIII secolo risiedeva la famiglia Dal Cappello, che dà il nome alla via e il cui emblema è scolpito in un rilievo nella chiave di volta dell’arco interno del cortile dell’edificio. L’intero complesso è stato oggetto nel corso dei secolidi numerosi interventi di restauro e ristrutturazione, passando per le mani di diversi proprietari.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.