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Angela, Marina, Gabriella: tre Pink Ambassador della Fondazione Umberto Veronesi che aprono il loro cuore e raccontano la propria esperienza con il tumore. Una storia che parla di fiducia nella ricerca e della volontà di andare oltre, per tornare a vivere più forti e coraggiose di prima. Ed essere di incoraggiamento per tutte le donne.

La scienza è lo strumento più potente di cui l’umanità dispone per migliorare la qualità e la prospettiva di vita delle persone” Umberto Veronesi

La Fondazione Umberto Veronesi nasce nel 2003 su iniziativa di Umberto Veronesi e di molti altri scienziati e intellettuali di fama internazionale, fra cui 11 premi Nobel, con lo scopo di promuovere la ricerca scientifica di eccellenza e progetti di prevenzione, educazione alla salute e divulgazione della scienza.

Umberto Veronesi è stato il primo medico a poter credere di operare il tumore al seno con un approccio conservativo, permettendo a milioni di donne di ricevere cure più efficaci e con un minore impatto psicologico.

A Umberto Veronesi si deve in particolare l’impulso fondamentale alla chirurgia conservativa per il più diffuso fra i tumori femminili, il tumore del seno. Nel 1973 iniziò uno studio pioneristico per dimostrare che i tumori di piccole dimensioni possono essere asportati con una tecnica che risparmia la rimozione totale della mammella, la quadrantectomia. Nel 1981 i dati preliminari vennero pubblicati sul prestigioso New England Journal of Medicine e il New York Times riprese la notizia in prima pagina. Iniziò così l’evoluzione di pensiero oggi acquisita da ogni chirurgo, che porta a risparmiare mutilazioni non necessarie alle donne con tumore al seno: dalla massima terapia tollerabile alla minima terapia efficace.Seguendo gli stessi principi, Umberto Veronesi ha studiato e promosso tecniche innovative come la biopsia del linfonodo sentinella, per evitare la dissezione ascellare quando possibile, e la radioterapia intraoperatoria in una sola seduta durante l’intervento di rimozione. Si è dedicato alla prevenzione del tumore del seno con importanti studi sui retinoidi e il tamoxifene. Ha pubblicato oltre 800 lavori scientifici e 12 trattati di oncologia.

La Fondazione si muove nella convinzione che la medicina del futuro sia una medicina che coniuga gli straordinari contributi che la ricerca di avanguardia può offrire, le attività di prevenzione e cura centrate sulla persona, l’elaborazione di proposte per migliorare la società in cui viviamo. Una scienza che agisce per e con l’essere umano, verso il bene comune.

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