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Bussolengo (Verona) – Due uova deposte, e questo è un fatto quasi normale per mamma e papà Gru della Manciuria ospitate al Parco Natura viva. L’eccezionalità di questo evento è che tutti e due i pulcini sono sopravvissuti ed entrambi stanno crescendo sotto lo sguardo inappuntabile dei genitori. Peraltro, con un’equa spartizione dei doveri familiari: mamma guarda uno e papà l’altro.

Insomma, una bella notizia quella che arriva dal Parco perché la gru della Manciuria (Grus japonensis P. L. Statius Müller, 1776) è una delle specie più a rischio della famiglia dei Gruidi.

I piccoli sono nati al di là del ruscello, in un nido seminascosto e vicino ad una preziosa fonte d’acqua. Il veterinario del Parco è certo che i genitori abbiano atteso di vedere anche l’ultimo nato reggersi per bene sulle zampe prima di accompagnarli entrambi oltre il corso d’acqua.

Oggi i due fratellini della seconda gru più minacciata al Mondo hanno appena un mese e si tengono al riparo delle lunghe zampe dei genitori, al confronto delle quali sembra impossibile immaginare che prima o poi raggiungeranno anch’essi il metro e sessanta di altezza.

“Non ci aspettavamo “il bis” – spiega Camillo Sandri, direttore tecnico-veterinario del Parco Natura Viva di Bussolengo – ma siamo di fronte ad una coppia di genitori molto affiatata, che ha avuto la possibilità di scegliersi e che rimarrà insieme per tutta la vita: così, tutto diventa possibile”.

Anche sostenere la doppia fatica che li accompagnerà almeno per tutto il primo anno di vita dei fratelli gru: ricerca di cibo moltiplicata per due, allerta contro i pericoli raddoppiata, tempo per riposarsi inesistente.

“Ma abbiamo registrato che gli adulti si stiano dividendo i compiti: mentre in natura la mamma si occupa di sfamare i piccoli e il papà di difendere la famiglia – prosegue Sandri – qui ognuno dei genitori provvede ad un piccolo, dal quale è seguito meticolosamente: nel laghetto a caccia di pesce o sull’erba a caccia di insetti, il cibo è rigorosamente sfilato dal becco di mamma o papà”.

Niente a che vedere con quello che è costretta a vivere questa specie in natura: minacciata di estinzione, sta vedendo scomparire le zone umide in cui vive a causa della conversione dei suoli in terreni agricoli e allo sviluppo industriale, mentre la proliferazione delle dighe elimina i siti di nidificazione o ne riduce il livello dell’acqua, consentendo l’accesso ai nidi da parte dei predatore.

Il numero di esemplari di questa specie originaria dell’Asia orientale ha toccato il minimo storico negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.

Da allora, piano piano, la popolazione è aumentata, almeno in alcune aree. Ma resta una specie in pericolo di estinzione.

La danza nuziale della gru della Manciuria è una delle più complesse e affascinanti tra quelle delle gru. Viene effettuata nelle aree di svernamento e a «danzare» sono sia gli esemplari adulti che i giovani non ancora maturi.

Uno degli uccelli inizia a saltare con le ali spiegate, seguito poi da un altro individuo, e presto ecco una danza collettiva che impegna l’intero stormo.

Quando danzano, le gru della Manciuria, come la maggior parte delle specie del genere Grus, stanno ritte sulle punte dei piedi, sollevano le piume del dorso e allargano le ali sulla schiena nella cosiddetta «posa da farfalla», in modo da apparire più grandi e imponenti.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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