Cremona. 6 attori, 3 storie, mille finali in un susseguirsi di colpi di scena: una long form ispirata ad un format nato negli Stati Uniti, in cui microstorie improvvisate a partire dagli spunti del pubblico si alternano, inseguendosi ed intersecandosi, in una varietà di ritmi e linguaggi, accompagnate da musiche eseguite dal vivo, e rigorosamente improvvisate. È lo spettacolo “Harold” della compagnia TraAttori in scena sabato 19 gennaio, alle ore 21, al Teatro Monteverdi.

Il format di ispirazione USA, già presentato al Teatro San Matteo di Piacenza nell’ottobre scorso, continua ad appassionare e divertire il pubblico, immerso in una long form creata da microstorie improvvisate a partire dagli spunti della sala, che si inseguono e intersecano in una varietà di ritmi, linguaggi e musiche dal vivo.

Harold inizia con un suggerimento del pubblico, solitamente una frase o una parola. Gli attori presentano in scena, all’inizio dello spettacolo, numerose “micro-improvvisazioni” legate al suggerimento proposto, ed alcune di queste saranno scelte come temi ed elementi delle storie successive che si svilupperanno durante la performance.

Le diverse storie improvvisate, che vivono in parallelo ed indipendenti tra loro, contengono quindi elementi comuni, perché nate dal medesimo spunto: per gli spettatori risulterà interessante e piacevole riconoscerli e trovare i legami tra le varie situazioni.

Durante la Long Form le varie storie si alternano, inseguendosi ed intersecandosi, in una varietà di ritmi e di linguaggi, accompagnate da musiche seguite dal vivo e rigorosamente improvvisate.

Nello spettacolo possono coesistere situazioni comiche e drammatiche in una continua mescolanza di stili. Caratteristiche forti del lavoro sono, infatti, l’utilizzo e l’associazione di differenti linguaggi teatrali, dal naturalistico, all’onirico, al poetico, al cantato, all’espressione corporea.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.