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Padova. I Beati Costruttori di Pace, associazione fondata da don Albino Bizzotto, instancabili seminatori di Pace, continuano sul cammino per sensibilizzazione della società moderna circa la necessità del disarmo, senza dimenticare le tragedie delle guerre passate, una su tutte il primo e unico bombardamento nucleare: Hiroshima e Nagasaki.

I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki furono due attacchi nucleari operati sul finire della seconda guerra mondiale dagli Stati Uniti in Giappone, che segnarono l’epilogo del conflitto. Il mattino del 6 agosto 1945 alle ore 8:15 l’Enola Gay un aereo dell’aeronautica militare statunitense sganciò la

Nagasaki agosto del 1945 prima e dopo

bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100 000 a 200 000[2], quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni diretti e indiretti causati dagli ordigni e per le implicazioni etiche comportate dall’utilizzo di un’arma di distruzione di massa, si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi.

Riflettono I Beati Costruttori di Pace: per chi e perché le atomiche sono ancora di grande attualità? Siamo nel giorno (29 luglio) in cui Madre Terra ha consumato tutte le energie a sua disposizione quest’anno per sostenere la vita di tutti gli esseri viventi e noi continuiamo a dipendere da gruppi di potere e di governo che confidano ancora nella potenza di distruzione e di morte generalizzata.

C’è sempre stato un movimento contro l’atomica. Il 7 luglio 2017 è stato lanciato il Trattato ONU di Proibizione delle armi nucleari, ma la realtà politica e sociale dei vari governi e Stati è preoccupata d’altro. Le armi (specialmente quelle nucleari) sono sempre avvolte da segreti militari. Le decisioni al riguardo sono lontane dalla nostra volontà e dalla nostra portata. I po-poli si sono sempre opposti. Accettiamo la realtà con impotenza e rassegnazione o l’impegno per la vita è più forte anche se ci sentiamo deboli. E questo impegno per la vita in tutte le sue espressioni che è alla base di una costruzione concreta della pace.

Il programma dei Beati Costruttori di Pace per le giornate della memoria:

“A Padova ci troviamo martedì 6 agosto davanti al Municipio “Palazzo Moroni” alle ore 7.45 con le bandiere della pace. Alle 8.15 il momento di raccoglimento e poi i messaggi e le considerazioni delle persone presenti. Il momento di silenzio sarà accompagnato da 43 rintocchi di campane di alcune parrocchie.

43 sono i secondi trascorsi dallo sgancio allo scoppio della bomba. Alle ore 18.00 del 6 agosto ci troveremo davanti al Municipio “Palazzo Moroni” per ascoltare canzoni contro la guerra e letture per la messa al bando delle armi nucleari. Venerdì 9 agosto andremo ad Aviano davanti alla Base Usafper manifestare con tutti i gruppi della zona e con i Sindaci per la pace (Mayors for Peace).”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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