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Brescia. Il primo dicembre si è celebrata la Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids. Si tratta della prima giornata mondiale della salute ed è divenuta un’occasione fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, per esprimere solidarietà alle persone affette da questa patologia e commemorare coloro che hanno perso la vita, anche a causa di malattie correlate.

Ma non bisogna abbassare la guardia o fermarsi alla sola giornata, è cruciale conoscere i numeri relativi alla diffusione del virus dell’Hiv e i dati sull’accesso alle cure ed è quindi importante considerare la prevenzione dell’infezione da HIV come priorità per la sanità pubblica. La Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids è solo un’occasione per promuovere la prevenzione e l’assistenza, combattere i pregiudizi e sollecitare i governi e la società civile affinché vengano destinate risorse adeguate alla cura e alle campagne di prevenzione.Il Comune di Brescia ha aderito dal maggio di quest’anno al progetto “Fast Track Cities”, sottoscrivendo la dichiarazione di Parigi per la messa a punto di strategie di risposta all’Hiv, per far sì che l’AIDS cessi di essere una criticità sanitaria ed epidemiologica entro il 2030.

Ecco i dati:

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato sul sito del Ministero della Salute il 15 novembre 2019, nell’anno 2018 sono stati segnalati 2.847 nuovi casi di infezione da HIV, pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza italiana è lievemente al di sotto all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (5,1 nuovi casi per 100.000). Tra le regioni italiane, la Lombardia è al quarto posto per incidenza, con 5,4 casi su 100.000 residenti. La provincia di Brescia presenta un valore di poco superiore alla media regionale (5,8 casi su 100.000).

Nel 2018 le persone che hanno scoperto di essere HIV positive erano per lo più maschi (85,6 % dei casi). La fascia d’età più colpita risulta essere quella dei 25-29 anni (11,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni; n.384 casi, pari al 13,5% di tutti i nuovi casi) e 30-39 anni (10,9 nuovi casi per 100,000 residenti di età 30-39 anni; n. 789 casi, pari al 27,7% di tutti i nuovi casi).

I rapporti sessuali non protetti rappresentano la via di trasmissione principale (80,2%): il 41,2% ha contratto il virus attraverso rapporti eterosessuali, il 39% tramite rapporti tra uomini (MSM – Maschi che fanno sesso con altri maschi). Nel 2018 sono stati segnalati 661 casi di AIDS. L’incidenza dell’AIDS è in lieve costante diminuzione negli ultimi anni; nel 2017 erano 690, nel 2016 778.

Nel tempo è, invece, aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 48,2% del 2000 al 74,6% del 2018.
I dati relativi alle segnalazioni di HIV/AIDS sul territorio di ATS Brescia sono sovrapponibili a quelli regionali e nazionali e sono rappresentati nella e nel grafico a seguire.

Dal 2015 si è registrata una riduzione dell’incidenza di HIV rispetto agli anni precedenti. L’incidenza si è mantenuta stabile negli anni successivi, con un numero di casi all’anno che si aggira intorno a 100. Durante il 2019 sono pervenute 60 segnalazioni di HIV. L’incidenza sembra essere in calo rispetto agli altri anni ma il dato non è ancora definitivo (dato al 31/10/2019). Si tratta per lo più di uomini (83,3%). L’età media dei casi è di 44 anni.

Le diagnosi di AIDS evidenziano un lieve aumento dal 2011 ad oggi. Dei 32 casi segnalati nel 2019, l’87,5% era di sesso maschile, nell’81,3% dei casi la via di trasmissione è rappresentata da rapporti sessuali (etero e omo-bi). Età media di 49 anni. Dei 32 casi di AIDS segnalati nel 2019, 15 (47%) erano alla prima diagnosi di HIV e pertanto ignoravano di essere sieropositivi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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