Tempo di lettura: 2 minuti

Brescia. Al quartiere Carmine giovedì 10 dicembre l’Associazione Culturale CARME è stata felice di ri-accendere di nuova luce il quartiere con l’installazione Hug, del light artist Marco Amedani. Rimarrà illuminata sino al 10 gennaio prossimo.

L’installazione che parte dal progetto pilota di Lumina, verrà riproposta anche quest’anno come occasione per provare a stare un po’ più vicini, scambiandoci abbracci attraverso la Luce ed il Colore, durante questo Natale che sicuramente ricorderemo.

Hug è una delle installazioni del progetto HugForUs  iniziativa di social lighting contro il distanziamento sociale. HugForUs è un nuovo modo di comunicare ed abbattere le barriere dei confini geografici, culturali e linguistici.

Con HugForUs possiamo inviare a tutto il mondo, e simultaneamente , il nostro colorato e luminoso abbraccio, annullando così, attraverso un piccolo gesto, le distanze che ci separano, rendendoci partecipi di un nuovo modo di comunicare.

Con l’apposita app HugForUs avremo la possibilità di scambiarci abbracci colorati. Ogni utente potrà quindi prendere parte ad un abbraccio collettivo selezionando un colore sull’app, che a sua volta lo invierà al server dedicato: una volta scelto il proprio colore questo si unirà all’abbraccio insieme a quello di molti altri, creando così un abbraccio universale. Tutti questi dati saranno poi inviati ad un server che li memorizzerà, creando una memoria colorata di questo tempo.

Ogni giorno, dalle ore 17 fino a tarda notte si potranno inviare i propri abbracci che così  appariranno sull’installazione; inoltre, sarà attiva una diretta YouTube sul canale di HugForUs per mostrare gli abbracci di luce inviati da tutto il mondo sull’installazione presente in Carmine.

L’installazione Hug nasce con la volontà di approfondire le dinamiche delle relazioni interpersonali, di scoprire nuove sfumature e nuove idee, di stupire con i nuovi accostamenti che si creeranno di volta in volta e con le nuove palette di colore che ci ispireranno.

Hug coinvolge l’utente nella realizzazione dell’opera, facendolo diventare parte integrante della stessa e facendo risaltare le sue idee, le sue peculiarità; l’opera ci renderà parte di un gruppo dinamico che, nel rispetto di limiti e confini personali riesce a creare uno scambio continuo tra le varie identità.

Ecco come funziona.