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Padernello, Brescia. Sono un approdo naturale per le opere di Alessandra Aita le prestigiose sale del castello di Padernello, quasi ritrovassero una nuova spiaggia su cui arenarsi. Sculture dove il legno usurato dal tempo e dagli elementi riprende vita sembrano una parodia della vicenda della Fondazione del Castello di Padernello che ha ridato vita e vigore attraverso l’arte e la cultura al simbolo architettonico della Bassa bresciana.

Dalle sale di palazzo Martinengo, la mostra “Humans woodscolptures” dell’artista friulana Alessandra Aita, è ospite al castello dal 7 settembre al 31 ottobre. Inaugurazione sabato 7 settembre alle ore 18.

Ama la natura Alessandra Aita, ne percepisce la vita. Una vita circolare dove nulla finisce mai, tutto riprende senso e valore. Il suo viaggio nella natura è un viaggio dove i luoghi rigenerano le cose, dove attraverso una visione artistica, le stesse cose prendono nuove forme e nuovi significati.

Raccoglie pezzi di legno nell’alveo dei fiumi Alessandra Aita, dove gli elementi della natura hanno logorato , consumato e in un qual modo dato una nuova forma al materiale solo apparentemente inerte sino a che varca la soglia del suo studio. Alessandra Aita è un’artista un po’ per scelta un po’ per il DNA ereditato dal padre, riesce pezzo di legno dopo pezzo di legno a creare forme umane che divengono strappi di vita.

La sua idea, il suo progetto di riutilizzo dei piccoli pezzi di legno, si ritrova ampiamente nel progetto della Fondazione Castello di Padernello, nei temi dell’Arte in Natura, sui passi di Giuliano Mauri, ma anche nei temi dell’Economia Circolare e della filosofia di valorizzazione del paesaggio.

La casualità dell’incontro, sta scritto nei processi immutabili della vita, dove nulla è scritto, ma le cose accadono. Accade di scoprire nell’arte di Alessandra Aita, la visione concreta del progetto generativo del Castello di Padernello, dove un luogo che sembrava ormai perso, in grave stato di degrado diventa motore del territorio, energia viva per far nascere e sviluppare arte, cultura, coesione sociale, economie territoriali, nuove forme di promozione della nostra terra.

Ecco quindi che in un modo fantastico, nell’arte di Alessandra Aita il nostro paesaggio, la nostra natura, sotto le sembianze di un albero, vive, è fonte di bellezza, poi decade e diventa pezzi di ramo, di pianta, che il fiume trasporta, che il mare rigetta sulle spiagge. Questi pezzi di pianta diventano dei legnetti, lavati dall’acqua e dal tempo che Alessandra Aita raccoglie e li fa ritornare in vita allestendo figure umane, volti umani. La magia della vita e tutta qui, nella capacità di pensare e di fare attraverso l’arte un viaggio alla ricerca di un mondo migliore, dove tutto inizia e non finisce mai.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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