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Valle Camonica, Brescia. “La Valle Camonica, con le sue migliaia di incisioni rupestri, restituisce all’Europa 10.000 anni di storia. E quale storia! Un meraviglioso racconto a fumetti, impresso sulla roccia dai diretti protagonisti, dagli artisti…” (Emmanuel Anati)

La Valle Camonica, nell’area alpina dell’Italia settentrionale, possiede una delle più grandi collezioni di incisioni rupestri al mondo, in un sito non ancora completamente esplorato che si estende su di un’area di 70 chilometri. Rappresenta il primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nel 1979.

Ricorrono nell’autunno di quest’anno i 40 anni dall’inserimento dell’Arte rupestre della Valcamonica nella prestigiosa World Heritage List dell’UNESCO, quale primo titolo italiano e primo sito rupestre (insieme con Lascaux) ad essere riconosciuto. La proposta fu avanzata da Emmanuel Anati, direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici. La Valle Camonica è nota in tutto il mondo per la straordinaria ricchezza e varietà di incisioni rupestri, inserite nel 1979, quale primo sito italiano, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Essa rappresenta un luogo di fascino e suggestione davvero unico, in cui l’Uomo e l’ambiente hanno interagito fin dalla Preistoria, caratterizzandola come “La Valle dei Segni”.

Il patrimonio del sito UNESCO n.94 “Arte Rupestre della Valle Camonica” è distribuito lungo l’intera Valle, con oltre 180 località sparse su 24 comuni, e attraversa più di 12 mila anni di storia. Riveste un’importanza fondamentale non solo per la quantità di soggetti incisi e per l’evoluzione cronologica, ma anche per lo stretto legame che le incisioni hanno con la storia dell’Uomo: scoprire e conoscere l’arte rupestre camuna permette di compiere un viaggio unico e indimenticabile nella preistoria e protostoria europea per giungere, attraverso le incisioni di età storica (romana, medievale e moderna), sino alle soglie del XX secolo.

Attualmente i parchi in cui si possono ammirare le incisioni rupestri sono otto, ma il loro numero è destinato a crescere, non solo per la ricchezza di testimonianze archeologiche presenti in altre aree della Valle Camonica ma anche per l’impegno degli Enti Locali, consapevoli che la valorizzazione delle patrimonio culturale del territorio costituisca una importante prospettiva di sviluppo socio-economico.Percorrendo i parchi archeologici della Valle Camonica è possibile ammirare cacciatori, guerrieri e contadini, carri ed aratri, cavalli, buoi, cervi, uccelli acquatici e cani, capanne e torri m,dioevali e molti sono i simboli incisi, i misteri e le teorie che li riguardano.
Il sito introduce il visitatore a questo affascinante patrimonio culturale, dove l’arte s’intreccia alla storia, alla religione e ai sentimenti dell’uomo ma la visita dei luoghi rappresenta una tappa fondamentale per poter vivere in prima persona questo emozionante viaggio a ritroso nel tempo.

Oltre 140.000 simboli e figure intagliati nella roccia lungo un periodo di circa 8000 anni descrivono temi collegati all’agricoltura, alla navigazione, alla guerra, alla caccia, alla magia, ma rappresentano anche figure geometriche simboliche. Le prime tracce dell’uomo in Valle Camonica risalgono almeno a tredicimila anni fa, quando l’area fu interessata da una prima frequentazione umana a seguito dello scioglimento dei ghiacciai, ma solo con l’avvento del Neolitico (V°-IV° millennio a.C.) nella valle si insediarono stabilmente i primi abitanti.A questa fase si fanno risalire tradizionalmente alcune figure antropomorfe, i cosiddetti “oranti”, esseri umani schematici con le braccia rivolte verso l’alto e certe “raffigurazioni topografiche”. Durante l’Eneolitico (III° millennio a.C.), con lo sviluppo della prima metallurgia, la scoperta dell’aratura e del trasporto su ruota, in Valle Camonica si diffusero alcuni santuari composti da massi-menhir incisi. L’apice dell’arte incisoria nella valle fu raggiunto con l’Età del Ferro (I° millennio a.C.), periodo al quale risale circa il 75% delle incisioni. L’arte incisoria nella Valle Camonica iniziò ad esaurirsi con l’assoggettamento all’impero romano (16 a.C.), salvo una breve ripresa in epoca basso-medievale. Per la valorizzazione del complesso di archeologia rupestre sono stati costituiti 8 parchi archeologici e un museo nazionale della preistoria.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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