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In questi mesi di emergenza Covid-19 la vita dei disabili è ancora più difficile, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove spesso le persone con disabilità si scontrano con la mancanza di strutture sanitarie adeguate e con rigide barriere sia architettoniche che socioculturali. Un appello lanciato da Mario Grieco direttore di Dokita, L’organizzazione umanitaria che opera in 13 paesi del Mondo.

La forte preoccupazione è di non poter sostenere le cure per i bambini tra i più poveri del pianeta, in Camerun affetti da disabilità spesso legata alle conseguenze di malattie infettive come la polio, la malaria, la lebbra o il morbillo.

Per questo l’associazione umanitaria ha dato il via alla campagna sms solidale “Tutti Uguali: sms e chiamate da rete fissa al 45580 per aiutare i bambini più fragili e vulnerabili a conquistare una vita uguale a quella di tutti gli altri bambini. L’iniziativa solidale è attiva sino al 28 marzo.

Sms solidali per garantire cure mediche, accoglienza e supporto scolastico ai bambini disabili del Camerun, Paese in cui oltre il 23% delle persone con età compresa tra i 2 e i 9 anni lotta ogni giorno con almeno una forma di disabilità.  Si tratta di cure mediche e fisioterapiche, accoglienza e supporto scolastico per garantire ai bambini disabili del Camerun il diritto di camminare verso un futuro sereno.

L’organizzazione umanitaria Dokita, che da oltre 30 anni offre un aiuto concreto ai più fragili in Italia e nel mondo, lancia la campagna sms solidale “Tutti Uguali”: per aiutare i bambini disabili a conquistare un presente uguale a quello di tutti gli altri bambini e a camminare verso un futuro più sereno basta inviare un sms o fare una chiamata da rete fissa al numero solidale 45580.

– I bambini disabili del Camerun, purtroppo, non sono uguali a tutti gli altri bambini: a causa delle grandi difficoltà di accesso a terapie adeguate, all’istruzione e spesso persino al calore di una famiglia, non godono delle stesse opportunità garantite ai loro coetanei nati in Paesi più ricchi e sviluppati. In Camerun i servizi per i disabili sono spesso carenti, le strutture attrezzate per accogliere bambini con bisogni speciali pochissime e, nella maggior parte dei casi, i bambini con fragilità vengono rifiutati persino dalle loro famiglie, sia per mancanza di risorse economiche che per ragioni legate allo stigma ancora troppo spesso associato alla loro condizione. Essere un bambino disabile in Camerun significa, nella maggior parte dei casi, non avere la possibilità di accedere ai servizi medici e fisioterapici, non poter frequentare la scuola e non poter ricevere un’adeguata assistenza e nutrizione, in altre parole essere emarginato. Superare questa ingiustizia è un dovere e per farlo dobbiamo fornire a questi bimbi gli strumenti per vivere un’infanzia felice esattamente come quella dei loro compagni: cure mediche e fisioterapiche, accoglienza e istruzione.- concludono da Dokita.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.