Tempo di lettura: 3 minuti

Brescia – Da una stima sommaria emerge che i bravi decani dei giornalisti bresciani sono: Sergio Castelletti, Costanzo Gatta e Tullio Ferro. Tralasciando, in tale accreditata versione, ciò che naturalmente attiene anche ad altre ed a d’altrui, pur note, professionalità, presenti nel settore dell’informazione, spesso a scavalco di una concomitante versatilità da scrittore. Attraverso l’avvicendarsi del 2017, pare sia, per loro, giunto l’incombere di una riconosciuta ricorrenza, fattibile di una lusinghiera e di una pubblica menzione.

Se ne è occupato l’Ordine dei Giornalisti, ad aggiornare, nella sede di Milano, l’annuale statistica degli esponenti di questa delicata professione, affinchè ne scaturissero, fra l’altro, le figure giunte in capo al traguardo di vari decenni, maturati dal tempo della loro iscrizione, nell’ingente somma di molti anni laboriosi, spesi in seno all’albo professionale preposto ad attestare quel qualificante impegno che è corrispondente alla categoria rappresentata dall’accennata istituzione.

Per tutti e tre si tratta di mezzo secolo vissuto da giornalista. Cinquant’anni di iscrizione che in loro, fra l’altro, esprime, rispettivamente, anche interessanti esperienze sviluppate nella passione per l’arte e per il teatro, come pure per la storia e per il volontariato.

Tullio Ferro

Per il direttore del “periodico di informazione dell’associazione immunodeficienze Primitive onlus” (AIP), nonché già caporedattore del “Giornale di Brescia”, nella persona di Sergio Castelletti, come pure per Costanzo Gatta, autore, fra l’altro, di una sterminata serie di libri sulla realtà bresciana, editi, in buon numero, dalla “Compagnia della Stampa“, in aggiunta ad una eccellente attività giornalistica caratterizzata pure dal mandato in qualità caporedattore del quotidiano “La Notte”, il riconoscimento giunge a riscontro del rispettivo ruolo interpretato come giornalista professionista, ovvero come parte effettiva di quell’elenco dell’albo in cui gli iscritti svolgono tale professione in modo esclusivo e continuativo, essendo la stessa adesione correlata anche al superamento di un apposito esame nazionale di Stato.

Posizione, di fatto identica, ma formalmente differente, a motivo dell’appartenenza, invece, alle file dell’elenco denominato “dei giornalisti pubblicisti”, per ciò che riguarda il desenzanese d’adozione, originario del Polesine, Tullio Ferro, già volto noto, fra l’altro, per la conduzione di programmi televisivi d’approfondimento culturale e di telegiornali su emittenti locali, quale rappresentativo esponente del mondo della cultura, per la dedizione ecletticamente profusa in favore della promozione del lago di Garda e nella divulgazione delle ricerche storiche ad esso attinenti, pure attraverso la produzione di libri e di manufatti artistici dalla diversa ispirazione e dai molteplici temi corrispondenti.

Insieme ad altri, dei quali l’origine, nei termini di luogo di nascita, riporta ad un differenziato altrove, rispetto al contesto bresciano qui preso in considerazione, Sergio Castelletti, Costanzo Gatta e Tullio Ferro sono parte integrante del programma, ormai giunto a definizione, nell’ambito dell’avvento dell’assemblea generale dell’Ordine dei Giornalisti, a margine della quale è prevista la tradizionale manifestazione dedicata alla simbolica esternazione di un riconoscimento alla carriera, per una serie di autorevoli esponenti della medesima istituzione.

Insieme a loro, sono, infatti, convocati per un’analoga motivazione: Adele Acquarone, Giancarla Barbieri, Romano Bracalini, Ezio Marco Chiodini, Antonella Cremonese, Raffaele D’Argenzio, Giacomo Ferrari, Lucilla Gallavresi, Isabella Ghezzi Orsenigo, Carlo Gobbi, Gianfranco Josti, Maria Erminia Longo, Sandro Malossini, Sandro Mayer, Bianca Mazzoni, Gianni Mura, Fabrizio Pasquero, Mario Pelizzari, Guido Pfeiffer, Augusto Pozzoli, Giuseppe Prunai, Rita Redaelli Conte, Salvatore Scarpino, Filippo Scelsi, Pievittorio Scorti e Franco Vaudo, per i giornalisti professionisti.

Pari riconoscimento anche ai pubblicisti: Costanza Andreucci Donizzetti, Danilo Bogoni, Luciano Capoferri, Domenico Dordoni, Grazia Gabrielli Pivetti, Mario Galiberti, Roberto Isella, Giovanni Lania, Vittorio Moccagatta, Giancarlo Morolli, Renata Pfeiffer, Angela Sordelli Comolli, Luigi Eugenio Vigevano e Saverio Volpe.

Una medaglia onorifica è l’oggetto significante di questa pubblica dimostrazione di stima collettiva, nella dinamica della giornata del 22 marzo quando, a Milano, tale iniziativa è organizzata, a partire dalle ore 9e30, nella cornice sociale dell’incombere di una circostanza condivisa, attraverso la convocazione della menzionata assemblea generale degli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, approntata, per l’occasione, negli spazi dell’Istituto Ciechi al civico 7 di via Vivaio, poco distante dai giardini pubblici dedicati al famoso giornalista Indro Montanelli, fra le esorbitanti pertinenze urbane della metropoli meneghina.

CONDIVIDI
Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *