Tempo di lettura: 3 minuti

di Paolo Zanoni – fotografie di Luciano Zanoni

Bassa Bresciana – Il calendario delle piante non tiene mai conto di quello astronomico congegnato dagli uomini per regolare il loro tempo, ma obbedisce piuttosto alle condizioni meteorologiche imprevedibili stabilite dalla volontà divina o dalle arcane leggi della natura.

L’arrivo della primavera sta regalando ora spettacolari fioriture tipiche della bella stagione. Gli umori abbondanti della terra hanno favorito la rapida crescita delle erbe e delle foraggiere.

Un sole finalmente degno del calendario ci ha permesso di dare un calcio alle ubbie invernali e di immergerci nella verde tavolozza della nostra campagna. E’ questo il colore soverchiante che ci ha riempito gli occhi fin dal primo mattino, pur ovattato da nebbie sottili che fluttuavano sulla pianura e che velavano un cielo ancora sonnacchioso.

Come si impara ad apprendere dalle tradizioni, il verde è il colore della speranza, ma su di noi quello assolutamente dominante del paesaggio di Villagana ha avuto un subitaneo effetto rilassante; ci ha riconciliati immediatamente con l’ambiente della nostra vita dopo alcuni mesi di mancata frequentazione.

E quale luogo migliore dell’Isola Uccellanda per siglare una pace tanto agognata e attesa? Questa riserva naturale protetta in riva sinistra dell’Oglio è davvero un privilegio che noi villaclarensi condividiamo volentieri con i sempre più numerosi amanti degli sport all’aria aperta. Di buonora il traffico delle byke sui sentieri della riserva è già discreto e tanti sono i cordiali saluti che ci scambiamo con i pedalatori che incrociamo, ai quali cediamo doverosamente il passo. Segno di buonumore e di benessere fisico.

Come si diceva, il verde è imperante e pervasivo, tanto da specchiarsi senza concorrenti nelle acque fluviali. Quasi a dire: “Oglio delle mie brame, sono io il colore più bello del tuo reame!”. Effettivamente si tratta di uno sfoggio esuberante, in grado di sciorinare ogni possibile sfumatura. Ogni foglia, ogni stelo d’erba esibisce la sua cromia senza pudore.

Biancospino

Tuttavia se il verde si è imposto in breve alla nostra vista, non ci sfuggono certe bianche esplosioni che accendono qua e là il bosco, mentre l’olfatto intercetta quell’’”odorino amaro” tanto caro al poeta Giovanni Pascoli. Con la sostanziale differenza che non siamo nella decadente e breve estate di San Martino, ma nell’apoteosi del risveglio primaverile. Sono i biancospini che ci offrono questo dono gradito.

Un tempo il biancospino veniva usato per creare siepi che, per il coacervo dei suoi rami dotati di spine, risultavano impenetrabili e tenevano lontani gli animali che intendessero cibarsi delle loro foglie. La longevità della pianta, che può agevolmente giungere ad un’età secolare, conferisce al legno a lenta crescita, durezza, peso e compattezza. Pregi che i contadini di una volta sfruttavano per ricavarne manici, denti di rastrelli, raggi di ruote ed altri oggetti resistenti e durevoli.

Le bacche vermiglie, che maturano al principio dell’autunno, hanno un gusto farinoso. I Romani ne erano ghiotti e le mangiavano insieme ai datteri ed alle nocciole mentre assistevano agli spettacoli circensi. Ma i frutti del biancospino costituiscono soprattutto la pastura abituale di molte specie di uccelli stanziali durante la stagione invernale.

Oggi le proprietà terapeutiche delle drupe carnose trovano applicazione in erboristeria contro le angine pectoris e le “palpitazioni” cardiache. Conosciute sono anche la loro discreta azione sedativa a livello centrale (calmano il nervosismo) e la loro capacità di intrappolare i radicali liberi.

Noi del biancospino, arbusto appartenente alla famiglia delle rosacee, che cresce spontaneo nelle macchie boschive dell’Oglio villaclarense, apprezziamo soprattutto lo splendore della fioritura che ci regala una piacevole serenità. Il candore dei fiori ed il sottile profumo che emanano, attira le api operose ed altri insetti che passando di corolla in corolla favoriscono l’impollinazione e con essa l’annuale miracolo della natura che si rigenera e si rinnova.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *