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Atene, Grecia. Non si sa quanti sono, ma sono tanti, tranquilli e ben pasciuti, sono cani randagi, ma non troppo. Ad Atene ce ne sono un gran numero, ma li incontri solo all’Acropoli, nei parchi che circondano il Partenone o al massimo nei giardini di qualche importante museo.IMG_6007

Sono i cani di Zeus, il dio greco sovrano dell’Olimpo, visto che le altre divinità a cui sono dedicati i templi li proteggono sotto le millenarie mura. Di una cosa son certo: hanno buon gusto! Si sono scelti una cuccia degna di un sovrano, anzi di un dio. Non li trovi facilmente nel resto della città, che dal punto di vista del gusto architettonico sembra paralizzata dal tempo di “Agamennone”, ma all’ombra delle possenti colonne del Partenone, ai piedi del tempio delle Cariatidi, all’Agorà, alla biglietteria dove i turisti in coda devono disegnare una esse  per non disturbarli.IMG_5793

Calmi, pacifici e ben nutriti questi cani randagi sono divenuti oramai parte della città antica, al massimo una puntatina nelle vie di lusso che si arrampicano sulla collina alle spalle del palazzo presidenziale. Sembrano rifiutarsi di girare fra le vie non certo invitanti della città “moderna”, regno di scarsi writers, con dei muri scarabocchiati da scritte sovrapposte più che da artistici disegni, immondezza per strada, negozi chiusi e ammuffiti, condomini orrendi dalle facciate colme di scrocchianti climatizzatori. La città nuova sembra aver perduto totalmente la memoria dell’architettura classica di cui è stata la fonte.IMG_5572

Sono in tanti, solitari o al massimo a coppia, i cani di Zeus non soffrono di stress. Se capiti al mattino presto per evitare la fila all’entrata del Partenone, dormono tranquilli e se li accarezzi al massimo aprono un occhio. Li ritrovi anche prima del mezzodì, sempre allo stesso posto o poco più in là, mentre iniziano a stirarsi per poi fare una cappatina all’ora di pranzo nelle vie dei ristoranti turistici per rimediare un pasto come si deve. E se i turisti del giorno sono poco caritatevoli, c’è sempre qualche ristorante che mette sul retro una ciotola con gli avanzi. Poi pennichella, magari al parco del Partenone, all’ombra degli ulivi.IMG_5808

La sera quando la zona archeologica chiude eccoli ripresentarsi all’ingresso per superare il cancello e salire all’Olimpo degli dei per la notte. Ma prima una bella cena preparata e consegnata a “domicilio” da qualche volontario che si prende cura di loro o magari dalle stesse guide turistiche. Ma non sono totalmente lasciati al randagismo, al collo portano un serie di targhette: attestano che hanno passato l’esito del veterinario, ricevuto vaccini e cure.IMG_6006

Ma i cani di Atene non hanno avuto sempre vita facile, prima delle Olimpiadi del 2004 furono rastrellati ed eliminati senza tante scuse per “ripulire” la città, non senza la protesta delle associazioni o di semplici cittadini di mezzo mondo. Forse la città avrebbe bisogno di un’altra ripulita, visto il lerciume e il degrado delle case.Peter Hapak for TIME

Ma uno di loro, che di nome faceva Loukanikos (in italiano Salciccia) fu dichiarato cane dell’anno dal Time nel 2011, per aver partecipato per anni alle manifestazioni anti-Troika ad Atene. Manifestazioni che normalmente degeneravano in scontri di piazza e lui abbaiava sempre alla polizia antisommossa, che da queste parti non va tanto per il sottile, per poi dileguarsi tra fumi di lacrimogeni e sassi lanciati alla fine di ogni sommossa di popolo. Insomma lunga vita ai randagi di Zeus!

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La Redazione
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