“Essere donna in Iran è una battaglia continua”. Lo sa bene Masih Alinejad, attivista iraniana di 38 anni che vive in esilio fra Londra e New York.

A febbraio è stata premiata a Ginevra con il Women’s Right Award. Un premio al suo coraggio. Perché ha voluto ribellarsi a un regime che soprattutto con le donne sa essere terribilmente crudele.

Sembra assurdo quanto i suoi capelli folti e ricci siano sempre stati il suo tormento e il suo orgoglio. Capelli al vento che sono diventati un simbolo contro il regime di Teheran.

Masih Alineja ha una pagina Facebook (My Stealthy Freedom, oltre 788mila fan) dove ha svelato le donne iraniane invitandole a mostrarsi a capo scoperto. Una sfida e,in Iran, un crimine.

“Da quando ho lasciato l’Iran nel 2009, costretta a fuggire per le mie inchieste sulle brutalità del regime, ha raccontato alla stampa internazionale, “ sono sempre stata molto attiva in rete. Faccio da megafono a quelli che sono rimasti in patria. Ma la mia pagina Facebook era un cimitero: postavo solo esecuzioni, torture, arresti. Così un giorno postai una mia foto a capo scoperto. E il giorno dopo una foto di me a capo scoperto scattata in Iran qualche anno prima. Una bravata, un attimo di libertà rubata. Con la scritta: “Andiamo, chi di voi non ha una foto così scattata in Iran?”. La risposta ha sorpreso anche me: sono stata bombardata di foto. Centinaia di migliaia”.