Si chiamano entrambe Adele: una ha 9 anni e vive a Riccione, l’altra ne ha 70 e vive a Piacenza.

Due generazioni diverse, ma solo apparentemente lontane: entrambe, infatti, dopo avere a lungo riflettuto sulla loro condizioni di donne isolate in case, hanno scelto di scrivere alle istituzioni per condividere il proprio punto di vista.

Adele di Riccione ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Adele di Piacenza ha mandato una mail al Presidente del Consiglio.

Adele di Riccione fa la terza elementare, le mancano compagni e maestre e vorrebbe tornare a scuola, “magari con guanti e mascherina”. Così ha preso carta e penna e ha scritto a Sergio Mattarella.

Suo papà ha trascritto al lettera nel corpo di una mail e ha premuto invio: destinazione Quirinale (ma anche giornali nazionali e locali, oltre che sindaco di Riccione, Renata Tosi, la prima a rispondere).

“Adele mi ha chiesto chi è la persona più importante in Italia – racconta Luca, suo papà –. Il Presidente della Repubblica, le abbiamo risposto, ma perché lo vuoi sapere? E lei ci ha stupito: ‘voglio scrivere una lettera, sono stufa di stare al computer, mi mancano le maestre’.

Così ha fatto”. Scrive Adele: “Caro signor Mattarella, scusi per il disturbo. Sono Adele e faccio la terza elementare, le volevo chiedere se è possibile riaprire la scuola. Magari andiamo con la mascherina e i guanti, tra compagni non ci prestiamo le cose, stiamo meno ore.

La prego per favore, riapra le scuole. Io non ci capisco più niente, sai quanti compiti non avrò fatto? Tra video riunioni, schede e video non imparo niente. Anche se le mie maestre sono super brave non riesco a imparare.

A me basterebbe anche andare a scuola da sola con la mia maestra, però questo era solo un esempio per farti capire che io senza scuola sono persa tra le nuvole. Lo so che la metto in difficoltà, però spero che lei mi ascolterà e vedrà la mia lettera”. Firmato: Adele da Riccione.

“Adele – prosegue il papà – è stata felicissima quando è stata contattata dalla sindaca. Sinceramente penso che una risposta i ragazzi la meritino”.

Luca ha tre figlie e “anche la più grande, che dovrà sostenere la maturità, è molto dispiaciuta di non poterla sostenere come tutti. Fare l’esame finale per lei, che è molto brava, era un punto di arrivo”.

Commenta la sindaca Tosi: “Come Adele chissà quanti bambini italiani hanno scritto al nostro presidente Mattarella in questi giorni. Immagino migliaia. Noi come Comune ci uniamo a ognuno di quegli appelli, perché il rapporto umano, si sa, nell’insegnamento è insostituibile.

Resto convinta che si debba ripartire, con sicurezza, come dice Adele con tutte le precauzioni del caso. L’importante è ricominciare, per le famiglie come quella di Luca, per le tante attività, per i cittadini e studenti”.

Adele Boncordo, invece, ha 70 anni e vive a Piacenza, la provincia emiliano-romagnola più colpita dal coronavirus. Mentre parla è in sella a una cyclette. Anche a lei l’isolamento forzato, che si è appena concluso, comincia a stare stretto.

Nel mirino della signora, oggi pensionata con un passato nella formazione e un presente nell’associazionismo sul territorio, l’estrema limitazione della possibilità di trascorrere tempo all’aria aperta.

“Secondo certe ricostruzioni, gli anziani saranno gli ultimi a potersi muovere liberamente. Trovo questo scenario deprimente”. Così ha deciso di scrivere una mail a Giuseppe Conte: “Non mi aspetto una risposta – ha spiegato all’agenzia Dire –, ma volevo dare un segnale su questa tematica”.

Adele non usa giri di parole: “Non siamo morti per il coronavirus, ma adesso non faccia spegnere i nostri cervelli obbligandoci in casa. Faccia ritornare anche noi come gli altri a una vita normale.

È chiaro che ora che si riprende a uscire andranno rispettate, come già è stato fatto finora, tutte le misure di sicurezza. Ma è anche vero che se ci sono 50enni con patologie pregresse, ci sono anche 70enni ancora attivi e in salute. Starà poi a ciascuno tutelarsi attenendosi a consigli medici ben precisi.

Inoltre, è vero che alcune categorie di cittadini sono più fragili di altre. Però – e penso all’Hiv – ritengo sia necessario focalizzare l’attenzione non tanto sulle categorie, quanto sui comportamenti a rischio”.

Adele ricorda che anche secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la salute da preservare non è solo quella fisica, ma anche quella psichica, relazionale e ambientale”.

Boncordo insomma non vede l’ora di ritornare alle sue associazioni e attività – presentava libri, faceva camminate, andava in palestra ed era impegnata nel sociale – perché “soprattutto in città piccole come Piacenza il terzo settore è utilissimo nel movimentare la vita sociale. La ripartenza passerà anche da qui”.