Concesio, Brescia. Esprimere con l’arte la spiritualità è un rapporto rappresentativo indissolubilmente legato al cammino dell’uomo, che dalla notte dei tempi ha attraversato le epoche sino all’arte contemporanea.

Arte e spiritualità sono il caposaldo della Collezione Paolo VI di Arte Contemporanea che raccoglie ed espone nella sede museale il patrimonio di settemila dipinti, disegni, stampe, medaglie e sculture del ’900 appartenute a Giovanni Battista Montini (1897-1978), divenuto nel 1963 Papa Paolo VI e proclamato Santo ad ottobre del 2018.

Dieci anni fa, era il 26 giugno 2010, cominciava ufficialmente la storia della “Collezione Paolo VI – arte contemporanea” di Concesio. Tra gli autori rappresentati nella Collezione spiccano i nomi di Matisse, Chagall, Picasso, Dalí, Magritte, Rouault, Severini, Morandi, Fontana, Manzù, Hartung, Guitton.

A tagliare il nastro della nuova sede, a due passi dalla casa natale di Paolo VI, che ereditava la ventennale esperienza della Collezione Arte e Spiritualità nata nel 1988, c’era il Card. Gianfranco Ravasi, già allora Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

Di strada in un decennio la Collezione ne ha fatta tanta, una sempre maggiore presenza e riconoscibilità sul territorio con un incremento costante di pubblico.

Per festeggiare l’importante traguardo la Collezione Paolo VI propone per venerdì 26 giugno alle ore 20,30 una videoconferenza con i dieci artisti finalisti della terza edizione del “Premio Paolo VI per l’arte contemporanea”, selezionati su 115 partecipanti al bando.

La partecipazione all’evento, che vedrà l’utilizzo della piattaforma Google Meet, è nominale e su prenotazione. Per iscriversi: info@collezionepaolovi.it

La mostra collettiva avrebbe dovuto essere inaugurata il 28 marzo scorso, rinviata per la ben nota emergenza sanitaria, alla primavera del 2021. Saranno dunque collegati con il museo il gruppo CaCO3 (Giuseppe Donnaloia, Pavlos Mavromatidis e Âniko Ferreira da Silva), Angelica Consoli, Elisabetta Necchio, Nadia Nespoli, Laura Patacchia, Pier Paolo Patti, Massimiliano Pelletti, Teo Pirisi, Giovanni Rossi e Francesco Visentini.

L’iniziativa è dedicata alla memoria di don Pier Virgilio Begni Redona, presidente dell’Associazione Arte e Spiritualità all’epoca della sua inaugurazione, scomparso il 22 marzo scorso all’età di 87 anni. Sacerdote attento e sensibile, importante studioso dell’arte bresciana e del pensiero estetico di Paolo VI.

“Lo sguardo della Collezione è proiettato in avanti. Ci sarà un doveroso ricordo dei dieci anni passati –racconta Paolo Sacchini, direttore del museo – ma anche tanto futuro: per questo motivo si è deciso di coinvolgere i dieci finalisti del “Premio Paolo VI”, ossia artisti per lo più giovani ed emergenti. Durante la serata andremo ad affrontare le diverse sfaccettature che oggi assume il rapporto tra arte e spiritualità: ogni artista, a partire dalla proiezione di una propria opera, infatti illustrerà brevemente il proprio modo di affrontare l’arte e della sua connessione alla sfera della spiritualità, in un dialogo collettivo in cui ci si muoverà tra lavori assai distanti tra loro per tecnica e linguaggio, ma tutti accomunati da una ricerca di assoluto, di infinito, di ineffabile”.