Montisola, lago d’Iseo, Brescia. Da un secolo e mezzo con cadenza di cinque anni si rinnova a Montisola la festa  di Santa Croce o meglio conosciuta come la festa dei Fiori di Montisola. Dal 14 al 20 settembre a distanza di 5 anni, i due piccoli borghi di Carzano e Novale verranno addobbati nuovamente a festa con arcate ricoperte da rami di pino e fiori di carta fatti rigorosamente a mano dagli abitanti dell’isola. A fare da cornice il lago d’Iseo, Montisola conserva un fascino e un’atmosfera difficilmente eguagliabile, un miscuglio di angoli selvaggi ammantati dal verde dei boschi, intenso e fitto che incornicia l’intervento umano, amalgamato nell’ambiente insubrico.montisola

Il cuore della festa è  il giorno del 14 settembre in cui la liturgia celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce: nel piccolo borgo si svolge la processione con la S. Reliquia della Croce di Cristo che normalmente è conservata in un reliquiario d’argento a forma di croce del XVIII secolo.

La tradizione vuole che in quest’occasione in due piccoli borghi medievali, Carzano e Novale si preparino a festa ed a ogni lustro vengono addobbati: arcate di legno ricoperte di rami di pino, fiori di carta, luminarie, spari di cannone, processione, spettacoli, fuochi siano il rituale festoso intorno al quale ruotino attese, sentimenti, competizioni, emozioni. La sera riesce a divenire più magica, ogni arcata risplende di tante piccole luci bianche che rendono l’ambientazione da favola.MONTISOLA 2

Tutto il lavoro è rigorosamente manuale ed autofinanziato dagli abitanti mentre le tecniche di creazione dei fiori, che ad ogni edizione vengono affinate, sono tramandate di famiglia in famiglia e di generazione in generazione. Per capire la mole di lavoro che c’è dietro a questo evento basti pensare ai più dei 200 000 fiori che vengono realizzati ed esposti al pubblico in ogni edizione. Rose, glicini, bouganvilles, petunie, girasoli, anemoni, viole, gladioli di carta, difficilmente distinguibili dai fiori veri. Nell’ultima edizione sono state fotografate farfalle ed api posate su di essi.fiori

La creazione dei fiori vengono affinate ogni edizione, tramandate di famiglia in famiglia e di generazione in generazione. Nell’ultima festa, quella del 2010, sono stati realizzati più di 200 000 fiori. Questi, partendo da una produzione di inizio ‘900 quasi esclusiva di rose, il fiore divenuto simbolo della festa, sono ora di ogni tipo e gli abitanti stessi fanno a gare per realizzare fiori sempre più belli e veritieri tanto che la fotografia tipica della festa rappresenta un’ape che si posa su di un fiore alla ricerca del nettare oppure di un visitatore che stregato dalla magia del luogo si avvicina ai fiori per annusarne l’odore.

E’ una festa attesa e ormai famosa in tutto il Sebino e richiama migliaia di turisti : “ol festù del deaol” (la grande festa del diavolo) la chiamano i dirimpettai di Sale Marasino per sottolineare lo sfarzo ritenuto un tempo eccessivo rispetto alle possibilità dei pescatori.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.