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Verona. “I Luoghi del Ventennio” è un progetto fotografico, ma non solo. Nasce da tre passioni comuni di chi ha contribuito alla sua realizzazione: la fotografia, la storia e la città di Verona. Da lunedì 4 novembre a domenica 8 dicembre alla Protomoteca della Biblioteca Civica, mostra fotografica organizzata dall’Associazione Magazzino Verona.

Un importante progetto collettivo realizzato con lo scopo di recuperare la memoria dei fatti e dei luoghi che hanno caratterizzato il periodo storico dal ’22 al ’45 a Verona interpretando i luoghi così come sono oggi, compresi quelli dove i cambiamenti urbanistici avvenuti nel corso degli anni hanno completamente cancellato le tracce di ciò che esisteva all’epoca dei fatti.

“I Luoghi del Ventennio” è un progetto collettivo che nasce dalla voglia di alcuni fotografi dell’associazione il Magazzino di mettersi in gioco in un percorso comune e condiviso, per nulla semplice. Ognuno di loro ha portato i propri gusti, le proprie idee e scelte stilistiche, le proprie capacità e sensibilità. Tutte queste singolarità si sono unite in questo originale progetto.

Verona fra il 1943 e il 1945 rivestì un ruolo fondamentale sia per la repubblica sociale, sia per la Germania nazista e di conseguenza venne creata nel tessuto cittadino un’ enorme macchina logistica. Verona era infatti sede di comandi militari che operavano sull’ intero territorio italiano occupato e sede delle varie polizie sia tedesche che repubblicane fasciste.

Vi erano ministeri, tribunali, prigioni, servizi di spionaggio, uffici politici, uffici di reclutamento per il lavoro forzato, uffici amministrativi, stazioni radio, bunker e tante altre strutture sia civili che militari di grande interesse. Quasi tutti questi luoghi vengono visti e in alcuni casi usati quotidianamente, a volte abitati da cittadini, spesso ignari della loro storia.

70 anni dopo, 106 luoghi, 20 mesi di lavoro, 35 fotografi, 70 occhi e migliaia di scatti dell’otturatore. Il risultato è la visione contemporanea e particolare di quei luoghi di Verona, che portano una traccia evidente o una cicatrice a volte impercettibile del nostro passato. Non è un semplice racconto didascalico ma l’interpretazione della memoria storica che la nostra città, dai suoi palazzi, nei suoi vicoli e sui muri, continua a traspirare.

Dato il gran numero d’immagini che sono state editate e pubblicate nel volume fotografico di questo progetto, è stato scelto di esporre una parte consistente dello stesso in due parti così divise per capitoli:

• dal 4 al 17 novembre:
– i tedeschi
– le persecuzioni
– la città ferita (1)

• dal 18 novembre all’8 dicembre:
– la Repubblica sociale
– la Resistenza
– la città ferita (2)

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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