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Brescia. “Oltre il velo di Maya” il titolo dei quattro incontri con grandi artisti contemporanei che daranno voce alla loro arte a partire dal presente anno accademico, l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia promuove “I Mercoledì di Accademia SantaGiulia” incontri con artisti e professionisti di rilevanza nazionale e internazionale. Occasioni inedite per gli studenti che avranno l’occasione privilegiata di confrontarsi direttamente con protagonisti del mondo artistico per riflettere e condividere con loro temi e problemi che emergono nell’affronto dei percorsi di studio.

La partecipazione è gratuita, per una migliore organizzazione dell’evento è necessario iscriversi, inviando la propria adesione a [email protected] o compilando la form al seguente link: https://bit.ly/Mercoledì_di_Accademia

Gli incontri di quest’anno si terranno nel secondo semestre, durante le lezioni accademiche, un mercoledì del mese a partire da marzo fino a giugno alle ore 17.00 presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia. La registrazione degli incontri sarà messa a disposizione sui canali web e social (YouTube) dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia. Un’occasione per gli appassionati d’arte contemporanea per rivedere le lezioni.

Il velo di Maya è l’espressione introdotta dal filosofo Arthur Schopenhauer per indicare l’illusorietà della percezione del mondo in cui viviamo, un velo che separa gli esseri umani dall’autentica conoscenza, permettendo di avere una visione parziale se non distorta della realtà. Il ciclo di incontri nasce con l’intento di ricercare l’essenza del reale al di là del visibile, compito che da sempre sfida l’arte figurativa, tanto più nell’oggi, ove si fa strada l’errata impressione che le esperienze legate alla “raffigurazione”, specialmente in pittura, siano del tutto scomparse dal panorama della contemporaneità, o peggio ancora che quelle rimanenti si siano configurate esclusivamente quali banali sopravvivenze di “retroguardia”.

Viceversa, il linguaggio della pittura figurativa continua ancora oggi ad essere uno dei più presenti sul mercato dell’arte, il che sembra dimostrarne, nonostante tutto, la sua ‘necessità’. Temi questi in costante dialettica sia nel mondo artistico del Novecento, sia, conseguentemente, tra i docenti e con gli studenti nelle Scuole accademiche di Pittura ed Arti visive.

Il ciclo Oltre il velo di Maya propone dunque, attraverso la presentazione dell’opera di quattro protagonisti della scena italiana, altrettanti diversi approcci alla figurazione, nel tentativo di far emergere le sue potenzialità quale prepotente, e ancora assolutamente attuale, strumento di scandaglio della realtà. “Il corpo”, “La Luce”, “La visione” e “La reinvenzione”

Il programma:
Il primo appuntamento, mercoledì 31 marzo alle ore 17, è con Roberto Ferri, definito dalla critica d’arte “un caravaggista”. Egli con un incontro dal titolo Il Corpo, racconterà come attraverso l’esaltazione della figura riproponga con la sua pittura i temi della bellezza, dell’amore, del dolore, del male e della morte. per rispetto delle direttive sanitarie, si terrà a distanza.

Il secondo appuntamento del ciclo, calendarizzato per mercoledì 28 aprile alle ore 17, dedicato a La luce, è con Ettore Frani, giovane e affermato artista. Egli, attraverso le sue opere caratterizzate da profondi contrasti come luce e buio, carne e spirito, rappresenta la realtà.

La visione sarà il titolo del terzo incontro, calendarizzato per mercoledì 26 maggio alle ore 17, che avrà come protagonista Agostino Arrivabene. L’artista interpreta e recupera le più profonde tradizioni tecniche artistiche con uno sguardo nuovo, creando visioni dal sapore antico e ricche di simbologie declinate al presente.

Quarta ed ultima tappa del percorso intitolata La reinvenzione, mercoledì 23 giugno alle ore 17, vedrà protagonista Andrea Mastrovito, tra i più significativi artisti della sua generazione, che declina il disegno nei modi più diversi e distanti: dalla purezza del tratto all’installazione, dalla scultura al video, dalla performance al cinema. Un linguaggio avvincente e sperimentale che, anche utilizzando le arti grafiche del fumetto e i personaggi famosi di oggi, reinventa il classico figurativo.