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Crema (Cremona) – Che cosa accade oggi nel mare Mediterraneo? Chi sono i migranti? Che cosa stanno facendo le nazioni europee di fronte a questa emergenza umanitaria? A queste e ad altre domande si cercherà di dare risposta domenica 17 dicembre alle ore 21 alla sala Pietro Da Cemmo presso il Museo Civico, in una serata, a ingresso libero, dedicata a questo tema molto delicato.

Protagonista dell’evento sarà la proiezione del film documentario “I migranti non sanno nuotare di Jean-Paul Mari e Frank Dhelens, realizzato nel 2016 a bordo della nave Aquarius, presidio navale indipendente gestito da SOS Mediterranee per salvare in tempo reale le imbarcazioni con i migranti a rischio di naufragio e prestare loro le prime cure d’emergenza.

Patrocinato dal Comune di Crema, l’evento è sostenuto da molte realtà associative del territorio: Ufficio Migrantes – Crema, Centro Missionario Diocesano, Caritas Crema, Libera presidio di Crema, Comitato di promozione dei principi della Costituzione, Centro Ricerca Alfredo Galmozzi, La Siembra, ACLI Crema, Associazione Donne Contro la Violenza Onlus, Rinascimenti, Crema Senza Frontiere, Comunità Sociale Cremasca, Alice nella Città.

La proiezione sarà preceduta dall’intervento di Ferruccio Frigerio, attivista di SOS Méditerranée Italia che ha curato la traduzione italiana del film e ora si sta impegnando nella sua divulgazione, e arricchita dagli interventi dell’orchestra dell’Istituto Musicale Rusconi. Queste esperienze di morte e salvezza hanno ispirato numerosi artisti e tra questi anche il maestro Piercarlo Sacco che ha composto un brano dal titolo “Vestigia mea” affidandolo all’Istituto Musicale Rusconi di Rho che, nel corso della serata, con una splendida orchestra di 15 elementi, eseguirà alcuni brani musicali, da “Oblivion” di Astor Piazzolla al Concerto Op. VI n. 8 “fatto per la notte di Natale” di Corelli.

La storia del docufilm.

Il regista francese Jean-Paul Mari, corrispondente di guerra con all’attivo centinaia di reportage in tutto il mondo, insieme all’operatore di ripresa Frank Dhelens si è imbarcato come volontario sulla nave Aquarius condividendo per 21 giorni le drammatiche esperienze dei salvataggi al largo della Libia. Il suo sguardo su quella che è la più grande emergenza umanitaria dei nostri giorni racconta un momento preciso, quello in cui uomini e donne, estenuati dall’aver attraversato a piedi il deserto, essere stati picchiati, violati, rinchiusi in campi di detenzione e aver sfidato il mare su imbarcazioni fatiscenti, riscoprono la propria umanità nell’istante in cui qualcuno li salva e li tratta come esseri umani.

Il film “I migranti non sanno nuotare” racconta soprattutto un incontro, quello tra persone arrivate dall’inferno e volontari che hanno messo la loro vita tra parentesi per salvare quelle degli altri.

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