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Val Trompia, Brescia. Le pellicole cinematografiche spesso descrivono eventi che ci circondano, generando processi cognitivi ed affettivi che contribuiscono alla formazione dell’esperienza personale.

In questa direzione la Comunità Montana di Valle Trompia e l’Associazione Casa delle Donne Cad Brescia, con il centro antiviolenza VivaDonna Gardone VT, sostengono la sperimentazione a governance ATS BresciaI minori nella violenza: riflessioni tra cinema e realtà”, rivolta a donne minorenni vittime di violenza e minori vittime di violenza assistita.

L’iniziativa in proposta si articola in due appuntamenti finalizzati alla sensibilizzazione sul tema rivolta a tutta la cittadinanza afferente alla Comunità Montana ma anche, e soprattutto, per gli operatori del settore e che avranno luogo nel mese di novembre nelle date di:

Giovedì 18 novembre 2021 alle ore 20,00 presso la Sala della Comunità San Costanzo di Nave, proiezione del film “Mustang”, con gli interventi della psicoterapeuta e antropologa Daniela Calzoni e dell’avvocata civilista e penalista Valeria Bertin (iniziativa inserita anche nel calendario degli appuntamenti promossi dalla Consulta delle Pari Opportunità della Valle Trompia). ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria [email protected] indicando nome cognome recapito telefonico accesso con green pass e mascherina dalle ore 19,30.

Martedì 23 novembre dalle ore 14,00 alle ore 16,30 presso la Sala Convegni di Fondazione Poliambulanza a Brescia, attività laboratoriale di co-costruzione e condivisione di prassi operative nell’ambito della violenza che coinvolge i minori.

L’attività proposta ha l’obiettivo di creare uno spazio di apprendimento partecipato, finalizzato alla co-costruzione e condivisione di prassi operative nell’ambito della violenza, diretta e/o assistita, che coinvolge i minori.

Il film Mustang presentato con successo alla Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2015 e vincitore del premio Label Europa Cinemas, Mustang appartiene alla categoria delle opere prime che lasciano ben sperare per il futuro di chi le ha realizzate e quindi del cinema. Racconta di un villaggio costiero turco la giovane Lale e le sue sorelle maggiori Nur, Ece, Selma e Sonay festeggiano la fine dell’anno scolastico anche se la ragazza è dispiaciuta perché l’insegnante che lei maggiormente apprezza l’anno successivo eserciterà la sua professione ad Istanbul.

Le sorelle si recano in spiaggia con un gruppo di studenti maschi e lì giocano, completamente vestite, a combattere in acqua a cavalcioni sulle spalle dei maschi. La notizia dello ‘scandalo’ viene immediatamente comunicata alla loro nonna che le punisce ma la punizione più dura arriverà dallo zio (i genitori sono morti) il quale decide di recluderle in casa affinché non diano più scandalo.

Per sistemare ancor meglio le cose si dà il via alla ricerca di possibili pretendenti per matrimoni combinati che restituiscano alla famiglia l’onorabilità. Le ragazze, la cui differente psicologia è descritta con grande sensibilità, fanno parte (o vorrebbero farne parte) di quel futuro che nella grande città è già presente ma dinanzi al quale altrove si ergono i muri delle nozze combinate e della pretesa della verginità femminile. Uno dei maggiori pregi del film è costituito dal mancato rifugio nel manicheismo.