Brescia – L’Istituto di Cultura “Giuseppe De Luca per la Storia del prete”, presieduto da mons. Osvaldo Mingotti e la ”Fondazione Civiltà Bresciana”, rappresentata da mons. Antonio Fappani, hanno promosso la pubblicazione del volume dal titolo “I passi bresciani verso la santità”, realizzato in quel formato importante che è proporzionato a misura d’atlante, nello spessore calzante alle poco più di centosettanta pagine illustrate, tutte dedicate alla figura del pontefice bresciano Paolo VI, esaminata nei particolari indugianti nel mosaico dei riferimenti che a Brescia la riconducono in una densità impattante.

Proprio in relazione a questo papa, il libro esplicita in copertina l’evento cardine che ne rivela l’ispirazione costitutiva, espressa nell’enunciazione celebrativa “il 19 ottobre 2014 G. Battista Montini, papa Paolo VI nella gloria dei santi”, come nesso fondante a cui relega la propria narrazione rappresentativa di un percorso biografico giunto al suo apice nella beatificazione proclamata in un’entusiastica eco superlativa, alla quale la storia ne ha instaurato il compiersi in una conclamata manifestazione di fede, vissuta ad ulteriore definizione di una attestazione esclusiva, verso questo pastore della Chiesa, osservato, nella pubblicazione monografica in questione, attraverso una dettagliata ed una solerte retrospettiva.

Per la cura di Lucio Bregoli e dello stesso Fappani, il volume è costituito da nove capitoli preceduti dalla prefazione scritta da mons. Osvaldo Mingotti nella quale, fra l’altro, si spiega la ragionata maturazione di quest’iniziativa editoriale volta a raccontare “tutta la brescianità di Paolo VI, dalle origini della famiglia nel sec. XV a Osano di Mura Savallo alla nascita a Concesio nel 1897, agli studi giovanili, con la significativa presenza nel movimento cattolico del tempo, sulle orme del padre on. Giorgio Montini, al sacerdozio nel 1922 (celebra la prima Messa nel santuario delle Grazie a Brescia rivestito del camice ricavato dall’abito nuziale della mamma e con l’oratio gratulatoria tenuta da mons. Angelo Zammarchi, illustre scienziato bresciano), alla carriera diplomatica sempre più brillante, alla cattedra dei Santi Ambrogio e Carlo come arcivescovo di Milano, alla nomina a Papa il 26 giugno 1963”.

Se dalle fonti, prevalentemente bresciane, del pontefice accennato appare lo straripante ambito di ricerca in cui l’insieme delle notizie presenti nel libro si rivela proporzionato, la sinergia, fra le due realtà istituzionali, impegnatesi per raggiungere tale risultato, costituisce l’evocativo riferimento per il profilo attraverso cui il sostanzioso dispiegarsi della narrazione storiografica dell’opera si trova ad essere rappresentato.

Un profilo diffusamente distribuito sull’orizzonte della terra d’origine di Montini dalla quale le sopravviventi tracce documentaristiche che riguardano la sua persona si intrecciano nella notevole complessità di una serie di realtà collaterali, contestualmente alle quali il suo ritratto si definisce nell’interessante compendio dei particolari costitutivi le pertinenze, sia pubbliche che private, proprie delle caratterizzazioni volte a rappresentarne le sue molteplici interazioni famigliari, vocazionali, sociali, pastorali, culturali ed istituzionali, descritte al centro di una comprovata storicità.

Mons. Osvaldo Mingotti
Mons. Osvaldo Mingotti

Quella storicità, funzionale ad un qualificato lavoro di ricettiva stesura cronologica che è conforme ad una corrispondente organicità, in relazione alla quale mons. Osvaldo Mingotti pure esprime, nel suo contributo introduttivo al libro, un chiaro riconoscimento ispirato al lavoro di raccolta dei materiali informativi che si è reso possibile grazie alla collaborazione di mons. Antonio Fappani, determinante per riuscire ad “estrarre dall’apparente caos di migliaia delle sue schede un affettuoso ricordo verso il Papa bresciano, da lui catalogato, studiato, amato fin dai primissimi anni del suo lavoro di storico diligente, svolto con scientificità, attento al frammento ed all’insieme”.

Con un efficace stile esplicativo, sviluppato in un modo didascalico ed incisivo, condensato in brevi letture evocative di più ampie tematiche ricognitive dello scibile biografico del protagonista delle incalzanti pagine sviluppate attraverso un consequenziale registro narrante, il libro “I passi bresciani verso la santità” appare come una sorta di “album di famiglia” che pone alla propria base quella comunitarietà d’appartenenza che si irradia a risalto di una caratteristica territorialità, posta in corrispondenza al significato dei luoghi e delle personalità coinvolte nella storia montiniana, fin dalla più tenera età, della sua esistenza.

Lo stile editoriale accompagna la scelta d’impaginazione grafica dei testi in attinenza con una ricca sequenza di illustrazioni fotografiche, rispettivamente inserite in un eloquente appaiamento visivo dei loro contesti, presenti nella formulazione storica che pervade il libro con le gemmazioni figurative di caratteristici e di piacevoli innesti.

Per la stampa di “Com&Print” di Brescia, la pubblicazione imprime un’orma memorialistica agli studi dedicati a Paolo VI che riflettono indirettamente dalla sua figura di sacerdote, di diplomatico, di arcivescovo, di cardinale e di pontefice, una somma esponenziale di circostanze e di personalità a vario titolo intersecatesi sul suo cammino, lungo la modulazione dei giorni, in prossimità a quanto ha, fra l’altro, costituito, dell’umanità di Montini, la sua eredità.