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di Letizia Piangerelli

La storia dell’antico regno incaico tramanda la tradizione di un’organizzazione comunitaria vagamente familiare. A seconda dei livelli – statale, comunale e familiare – gli inca dividevano il popolo in MITA, disposizione la propria forza lavoro, a seconda dei casi per costruire ponti, palazzi lussuosi del sovrano o aiutare i vicini e i parenti nella raccolta stagionale del mais.

Erano gli albori dell’organizzazione cooperativa andina. Dal 900 d.c. ad oggi il movimento cooperativo peruviano ne ha fatta di strada , affrontando sconfitte e offrendo risposte ai grandi problemi locali: esclusione economica, povertá, ingiustizia sociale.

Tratti comuni a tutto il continente, tanto che è stato quasi inmediato il confronto con l’Ecuador e con la peculiare esperienza che il credito cooperativo ecuadoriano sta portando avanti da ormai 7 anni sotto la guida di Bepi Tonello a favore dei campesinos delle ande.

Lunedi 25 febbraio, nell’ambito della terza missione di Cassa Padana in Perú, si é svolto il seminario “Microfinanza Rurale” a cui hanno preso parte rappresentanti di 15 cooperative di credito pervuane, la FENACREP, la Sovrintendenza del sistema bancario, per scambiare esperienze e confrontare problematiche con Bepi Tonello e Geovanni Cardoso – rispettivamente Presidente e Direttore di Codesarrollo – protagonisti della giornata.

Al centro del dibattito, la Finanza Popolare, quell’originale forma di concepire la finanza locale quale strumento – uno tra i tanti necessari – per promuovere lo sviluppo a livello locale. Finanza di prossimitá, che ha permesso a tanti cittadini ecuadoriani – la maggioranza della popolazione – di uscire dalla condizione di marginalitá, informalitá ed esclusione, per farsi protagonisti della propria crescita personale.

Perú ed Ecuador sono per certi versi paesi simili, che ripropongono e stesse dinamiche di concentranzione della ricchezza in poche zone geografiche, in poche tasche individuali. Zone che non coincidono mai con i luoghi dove la ricchezza viene prodotta: le aree rurali che con la loro manodopera a basso costo contribuiscono ad investimenti che sono sempre altrove, nelle principali cittá, spesso anche al di fuori dei confini nazionali. Lo abbiamo detto tante volte, le cooperative di credito ed in generale la finanza popolare puntano ad invertire quelle rotte impazzite e riportare gli investimenti nei territori generatori di ricchezza.

L’esperienza di Codesarrollo è stata in tal senso preziosa: ci ha mostrato, tabelle e numeri alla mano, che quella che chiamiamo microfinanza muove in realtá volumi capaci di sviluppare un intero paese. Non soltanto in termini monetari, ma di valore aggiunto creato da un piccolo credito iniziale, da cui a sua volta nascono microimprese, mercati locali, ritrovata dignitá individuale. Il tutto non al di fuori dalle regole del mercato, delle regole: Codesarrollo é una banca a tutti gli effetti, controllata e supervisata dall’ente sovrano del sistema bancario.

In quest’ottica il seminario ha lasciato molti segnali importanti. Uno tra tutti, riprendere in mano il significato originario della parola “credito”, cosi abusata e impolverata dai pregiudizi d’uso corrente. Credito deriva dal latino credere, per esteso “dare fiducia”.  In contrapposizione ad una visione che vede il credito come un sinónimo di “rischio”, da controllare e mitigare, l’incontro a Lima tra il credito cooperativo ecuadoriano, peruviano e italiano ha rimesso in gioco il senso originario della finanza come servizio per gli altri.

La soddisfazione maggiore è stata in un certo senso quella di aver tracciato dei ponti tra i nostri progetti in America Latina, aver condiviso le esperienze e i rapporti attivati, perchè dalla Osma di tutti diventino qualcosa di piú grande, di piú significativo che un singolo isolato progetto: un’alleanza tra le reti internazionali della finanza popolare.

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Elisabetta Berto
Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.

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