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Quito– Inaspettata. Sincera. Struggente. La commozione irrompe come un fiume in piena nell’aula magna dell’Università pontificia Cattolica di Quito. Sono gli ultimi atti del convegno internazionale “Incontro Italia -Ecuador. Costruiamo alleanze per sviluppare le finanze locali” che per due giorni ha messo di fronte realtà bancarie e sociali, italiane ed ecuatoriane in un progetto di comune sviluppo sostenibile e di scambio reciproco e che, nella mattinata di venerdì, ha ospitato gli interventi di Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, e Luigi Pettinati, direttore di Cassa Padana…

Uno alla volta, di fronte a Giuseppe Tonello, presidente di Codesarrollo, alla direttora Monica Bustos e ad alcune delle autorità intervenute al convegno, sono sfilati i rappresentanti delle 24 casse rurali che sono diventate le prime socie della giovane banca ecuadoriana. Sono i campesinos che vivono e lavorano nelle comunità rurali delle province ecuatoriane. A loro il primo passo ufficiale verso la creazione di una banca di secondo livello. Entro fine anno, infatti, saranno un centinaio le casse socie di Codesarrollo. Ad ogni campesino viene dato un certificato di ammissione a socio: è difficile non emozionarsi incrociando gli occhi di queste persone, vedendoli appena fremere nell’abbraccio e negli applausi di congratulazione.

Ma è ancor più arduo trattenere la commozione quando Tonello – dopo aver distribuito alla platea l’immagine di don Tone Bresciani nel cui nome e memoria si è tenuto questo convegno – mette sul tavolo i 417 certificati di azionista di donazione del progetto di microfinanza campesina. Nero su bianco i nomi di persone comuni – come la giovane coppia di Torino che per regalo di nozze ha chiesto agli amici di sottoscrivere le azioni – associazioni come la Bottega del mondo di Ghedi i cui volontari si sono tassati per aderire al progetto, alcune banche di credito cooperativo, aziende soprattutto del bresciano. Tutti hanno “acquistato” azioni di donazione che contribuiscono allo sviluppo di Codesarrollo, alla capacità di dare credito alle comunità campesine e quindi di dare nuovo impulso economico e sociale e trattenere in loco la prima ricchezza generata.

I certificati sono passati dalle mani di Tonello a quelle di Antonio Piovani, capo dell’area maggiore di Cassa Padana, la bassa bresciana. Sarà lui a inviarli, uno a uno, agli azionisti che hanno creduto nel progetto.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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