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Brescia. Il 25 marzo scorso la Grecia ha avviato le ufficiali celebrazioni del Bicentenario dell’indipendenza contro il dominio Ottomano. La città di Brescia sarà presente alla commemorazione con una delle opere d’arte più prestigiose della Pinacoteca Tosio Martinengo: “I Profughi di Parga di Francesco Hayez”, opera emblematica della mostra dedicata dal Parlamento Greco all’importante ricorrenza. L’opera partirà alla volta di Atene nella prima decade di aprile.La Fondazione Brescia Musei e il Comune di Brescia hanno accordato il prestito del capolavoro della Pinacoteca Tosio Martinengo I Profughi di Parga, dipinto nel 1831 da Francesco Hayez, per l’esposizione nella mostra che il Parlamento Ellenico organizza nelle sue prestigiose sale di Piazza Syntagma ad Atene, quale evento culturale di celebrazione dell’importante ricorrenza del bicentenario della Rivoluzione Greca che iniziò il 25 marzo 1821 e da cui ebbe origine lo stato greco moderno.

La commissione della grande tela si deve al collezionista bresciano Paolo Tosio che accettò la proposta di Francesco Hayez di dedicare l’opera a un episodio che aveva suscitato larga risonanza in Europa. Dal felice dialogo tra i due nacque una delle opere più celebri del romanticismo italiano, nella quale la condotta accademica del disegno sostiene la rappresentazione corale della tragedia di un popolo oppresso.

Nel 1817 la città greca di Parga era stata ceduta dal governo britannico agli Ottomani: come l’opera illustra, gli abitanti della città fuggirono all’arrivo degli invasori, dando alle fiamme le spoglie degli avi prima di salire sulle navi inglesi. La forza del dipinto si basa  sulla modulata variazione dei registri espressivi e sentimentali dell’insieme dei personaggi che compongono il gruppo in primo piano, come nel coro di un dramma verdiano.

Il prestito acquisisce importanza baricentrica nella strategia di internazionalizzazione delle collezioni bresciane in corso di sviluppo, ulteriormente potenziata negli ultimi mesi di chiusura delle nostre sedi espositive a causa della pandemia, che mira a collocare il patrimonio storico artistico della città di Brescia nei contesti istituzionali più prestigiosi attraverso l’itineranza di mostre prodotte dalla Fondazione Brescia Musei o di singole opere dal valore identitario. In questo caso l’opera sarà collocata nella sezione di mostra dedicata al Filellenismo europeo.