Gattatico, Reggio Emilia. E’ l’alba del 28 dicembre del 1943, al poligono di tiro di Reggio Emilia, senza nessun processo, e tantomeno colpe se non quella dei valori della libertà e giustizia, i sette figli di Alcide Cervi vengono trucidati con efferata violenza.

I corpi dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri vengono occultati, sepolti per seppellire la loro visione di libertà e giustizia, riscatto contadino alle ingiustizie nei primi aliti di resistenza.

Diverranno il simbolo della Resistenza e della memoria.

Ricorre quest’anno il 75° anniversario del sacrificio dei sette Fratelli Cervi e di Quarto Camurri fucilati  per mano dei fascisti. L’Istituto Cervi invita il 27 e 28 dicembre alla commemorazione e alla riflessione dell’importanza attuale della memoria, perché possa divenire un progetto che si rivolge al futuro in cui l’orrore, l’ingiustizia, la violenza non abbiano più spazio.Alcide Cervi

“Dopo un raccolto ne viene un altro. Ma il raccolto non viene da sé, bisogna coltivare e faticare, perché non vada a male. Avevo cresciuto sette figli, adesso bisognava tirar su undici nipoti. Dovevano prendere ognuno il posto dei padri, e bisognava insegnare tutto da capo.” Le parole sono di papà Alcide Cervi.

Casa Cervi non è soltanto un luogo di memoria, è un terreno di semina per il cambiamento della storia che stiamo vivendo. È un luogo di educazione, di riflessione, di dibattito. Secondo l’esempio dei sette fratelli Cervi”, Scrive Albertina Soliani presidente dell’Istituto Cervi nella lettera di Natale.

La vicenda dei fratelli Cervi nel 75° anniversario non si consuma come sola commemorazione, il valore del loro sacrificio è divenuto un mito leggendario in questi anni per le nuove generazioni. La presentazione del libro è soprattutto una riflessione sull’importanza attuale della memoria, perché possa divenire un progetto che si rivolge al futuro in cui l’orrore, l’ingiustizia, la violenza non abbiano più spazio.

La casa-museo dei cervi a Gattatico nella campagna reggiana non è solo un monumento ai valori inalienabili della resistenza, ma un faro di cultura, storia, arte nel mare verde della pianura. Da più di trent’anni è in prima fila con la ricerca scientifica e la promozione culturale, nel campo della storia delle campagne, delle lotte democratiche e dei valori antifascisti alla base della nostra Repubblica.

Il programma delle due giornate:

Giovedì 27 dicembre a Guastalla: ore 10:30 al cimitero di Guastalla omaggio alla Tomba di Quarto Camurri. Intervengono Camilla Verona, Sindaco del Comune di Guastalla e Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi, alla presenza dei familiari di Quarto Camurri.

Campegine ore 18  fiaccolata in ricordo dei Sette Fratelli Cervi, omaggio alla Tomba dei Sette Fratelli Cervi. Intervengono Germano Artioli, Sindaco del Comune di Campegine e Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi. La fiaccolata partirà dalla sede del Comune di Campegine, in Piazza Caduti del Macinato, verso la Tomba Monumentale della Famiglia, al Cimitero di Campegine.

Venerdì 28 Dicembre Reggio Emilia- Poligono di Tiro ore 9:45 deposizione della corona davanti alla lapide in ricordo dei 7 Fratelli Cervi e di Quarto Camurri. Omaggio sul luogo della fucilazione intervengono Luca Vecchi, Sindaco del Comune di Reggio Emilia e Ermete Fiaccadori, Presidente ANPI di Reggio Emilia. Orazione Ufficiale La memoria a 75 anni dal sacrificio dei Sette Fratelli Cervi e di Quarto Camurri a cura di Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi. A seguire si formerà un corteo per la deposizione di un omaggio davanti al Muro della fucilazione.

Gattatico – Sala Genoeffa Cocconi del Museo Cervi, ore 11:15. Inaugurazione della scultura “la madre (Genoeffa Cocconi)” interviene l’autrice dell’opera Jucci Ugolotti. Presiede Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi. Saluti di Gianni Maiola, Sindaco del Comune di Gattatico Giorgio Zanni, Presidente della Provincia di Reggio Emilia.

È previsto un bus navetta con partenza dal Poligono alle ore 10:30 per il Museo Cervi. Il rientro al Poligono è previsto alle ore 12:45.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.