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Concesio, Brescia. Riparte la stagione espositiva della Collezione Paolo VI – arte contemporanea: protagonista di quest’autunno sarà Gabriella Benedini, artista cremonese di nascita, ma milanese d’adozione, che porterà a Concesio una mostra dal titolo “I tempi del cielo”, Spazio, suoni, arte e mito. L’esposizione, curata da Paolo Bolpagni e Paolo Sacchini, sarà inaugurata sabato 4 novembre alle 17.30 e resterà aperta fino al 20 gennaio 2018.

“I tempi del cielo” propone al visitatore un’esperienza immersiva nel mondo poetico di Gabriella Benedini, i cui principali temi ispiratori vengono condensati in un’installazione di notevole impatto e allo stesso tempo delicatissima nella lettura ravvicinata delle sue singole componenti.

“Il tempo e lo spazio, il suono, il viaggio, il mito, il rapporto con la memoria e la riflessione sul mistero sono gli elementi tematici centrali della mostra. Si tratta di interiorizzazioni sorrette da una fede nell’umano e da un bisogno di trascendenza che si esprimono simbolicamente nell’arte di Gabriella Benedini” spiega Paolo Bolpagni, curatore della mostra.

Il visitatore ha la sensazione di essere entrato “in qualcosa” non appena percorre la scalinata del museo: libri che si ergono lievi nel loro lirico respiro, su esili leggii, mappe cosmologiche che scandiscono il tempo dell’anima, disegni dalla grafia di fogli musicali e una lunga linea scura che narra di una mitica ancestrale navigazione.

-Non si può fare arte senza porsi domande; sono domande silenziose, sono il bisogno di orientarsi nei confronti della finalità dell’opera, che per me non è stata mai formale. Che cosa faccio io? Come mi colloco nel mio tempo? – spiega l’artista Gabriella Benedini – I titoli di miei lavori precedenti, come Storie della terra-mutazioni, Rimescolare il tempo e Costellazioni sono indicativi. La religione, i miti e l’arte fanno parte della nostra storia, tra fisicità e trascendenza, fra terra e cielo, un bisogno che si esprime nella preghiera come nell’arte.-

– Il lavoro di Gabriella Benedini è davvero denso di “domande” sull’universo e sul senso stesso dell’esistere – commenta Paolo Sacchini, direttore della Collezione Paolo VI – arte contemporanea – Il primo impatto con le sue opere è, inevitabilmente, visivo: si coglie tutta la qualità altamente scenografica di lavori piccoli e grandi che si condensano in un’unica, grande installazione. Ma avvicinandosi, il visitatore viene naturalmente condotto ad aguzzare tutti i sensi, compreso il sesto, in particolare gli strumenti musicali e gli spartiti suggeriscono risonanze delicate e intense.-

Il 13 gennaio alle 16.00, nell’ambito della mostra, si terrà il laboratorio per bambini “Libri illeggibili” con la speciale partecipazione dell’artista che guiderà i più piccoli alla scoperta della poesia delle piccole, grandi cose che confluiscono nei suoi libri.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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