a cura di Paolo Aguzzoni

Badia Polesine (Rovigo) – Il Sodalizio Vangadiciense di Badia Polesine, proprietario dell’Archivio “Guido Mora” dell’Abbazia della Vangadizza di Badia Polesine, dopo quasi un ventennio dall’ultima rassegna, porta in mostra alcuni dei pezzi più importanti che raccontano la storia dell’antico monastero prima benedettino e poi camaldolese.

Anno 954 - foto di Maurizio Braiato
Anno 954 – foto di Maurizio Braiato
954 agosto, Merlara Donazione dei marchesi Almerigo e Franca, nel ‘quarto anno del regno di Berengario e Adelberto’ (corrispondente al 954 o 955) al custode della ‘scola sacerdotum’, Giovanni.

Il progetto, riconosciuto e patrocinato e in parte finanziato dalla Regione Veneto e dal comune di Badia Polesine, ha per titolo “Le Pietre di Petra” e si articola in due momenti:

  • una mostra di documenti storici dell’Archivio “Guido Mora” del Sodalizio Vangadiciense, curata dallo stesso Sodalizio Vangadiciense;
  • un Concerto su musiche di Orazio Tarditi, curato dall’Associazione Musicale “Orazio Tarditi” di Badia Polesine.

La mostra verrà inaugurata sabato 21 maggio alle 19 nell’antica cappella di Santa Maria della Vangadizza che fa parte del complesso dell’ex monastero e vi si accede da piazza Vangadizza. Il concerto si terrà sempre sabato 21 maggio alle 21 nel Teatro Sociale “Eugenio Balzan” di Badia Polesine.

 La mostra nasce dalla necessità di proporre un’ulteriore divulgazione del patrimonio conservato nell’archivio “Guido Mora” del Sodalizio Vangadiciense che ha sede nell’Abbazia della Vangadizza a Badia Polesine e sarà itinerante principalmente, ma non solo, nei luoghi in cui nei secoli scorsi la Vangadizza ha avuto influenza e possedimenti.

Anno 961
Anno 961 – foto di Maurizio Braiato
961 maggio 30, ind.IV, Verona Donazione dei re Berengario e Adelberto, per raccomandazione del marchese di Tuscia Ugo, di un territorio a Carpi, in curia di Legnago.

L’allestimento si propone di illustrare una fascia temporale importante: dalla prima donazione dell’anno 954, l’atto dal quale inizia lo sviluppo della Vangadizza, alla fine del 1200. La data simbolo della chiusura di questo periodo è il 1298 quando fra la Vangadizza e il comune di Padova viene firmata la “Permutatio”: l’antica abbazia cede i suoi diritti feudali, soprattutto quelli di “catena” sull’Adige e Adigetto a Padova e in cambio riceve protezione e altri beni a Bosco di Rubano (PD).

Fra le pergamene che verranno messe in mostra, la più significativa è nel 1219 con la quale Federico II di Svezia conferma del privilegio riconosciuto alla Vangadizza da Federico I “Barbarossa” con il quale il monastero è dichiarato dipendente soltanto all’autorità imperiale.

Elementi principali della mostra saranno perciò le riproduzioni delle pergamene più significative, verranno presentati alcuni catastici della fine del 1700 del territorio non solo locale per dare una dimensione della presenza della Vangadizza. In mostra anche la planimetria del monastero di fine ‘700 e alcuni frontespizi delle raccolte di atti rilegati in volume.

L’archivio storico della Vangadizza è custodito dal Sodalizio Vangadiciense che ha sede nello stesso ex monastero in locali messi a disposizione dal comune di Badia Polesine proprietario di tutto il complesso dal 1985.

Anno 1219
Anno 1219 – foto di Maurizio Braiato
1219 marzo 28, ind. VII, apud Agno Diploma di Federico di Svevia che conferma il precedente privilegio concesso dall’imperatore Federico I, con il quale il monastero della Vangadizza è dichiarato dipendente soltanto all’autorità imperiale.

Il Sodalizio Vangadiciense è stato fondato nel 1970 anche su sollecitazione dell’allora proprietario della Vangadizza il nobile francese Michel De Rostolan che donò al sodalizio stesso tutto l’archivio e per questo gli fu riconosciuto il ruolo di presidente onorario.

Dei tre fondatori il Sodalizio Vangadiciense: Giovanni Beggio, Guido Mora (presidente dalla fondazione sino alla sua morte avvenuta nel gennaio del 1999) e Camillo Corrain è vivente solo quest’ultimo che all’indomani della morte di Guido Mora ha assunto la presidenza che ancora conserva.

L’Archivio “Guido Mora” l’8 marzo 2010, con decreto dirigenziale, ha ottenuto dalla Regione Veneto il  “riconoscimento di interesse locale”. In spazi separati da documenti d’archivio verrà esposta una storia della Vangadizza su più pannelli curata da Camillo Corrain.