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Cremona. Saranno i giovani dell’orchestra del Conservatorio di Cremona “Claudio Monteverdi” con musiche di Vivaldi, Bach, Pachelbel e Mozart, a suonare con un concerto nella Foresta dei Violini. Le note dei violini risuoneranno là dove la tempesta Vaia si è abbattuta devastando il bosco del suono. Un concerto in Val Venegia, Primiero San Martino di Castrozza, sabato 13 luglio alle ore 15.Centinaia, migliaia di alberi sono crollati al suolo a fine ottobre 2018, spinti dalla forza del vento e della pioggia. Proprio lì, nella foresta dei violini in Val Venegia nel parco di Paneveggio, dov’è nato il legno per gli strumenti di Stradivari. Saranno gli archi con la loro melodia a trasmettere un messaggio di vita e speranza. Perché la foresta con i suoi abeti rossi continuerà a crescere dopo la devastazione dell’ottobre 2018.

“I violini, le Voci delle Alpi” Con questa iniziativa si vogliono promuovere i temi al centro della presidenza italiana Eusalp con la green economy che vede nell’artigianato, soprattutto quello artistico, un grande motore di sviluppo per l’intero territorio alpino. Si punta inoltre a mettere in luce il contributo che un’economia circolare forte può dare allo sviluppo i violini, le voci delle alpi.

Dell’orchestra del Conservatorio di Cremona “Claudio Monteverdi” fanno parte anche giovani che frequentano la scuola di liuteria di Cremona. Al termine del concerto il presidente di Ersaf Lombardia donerà alla Provincia autonoma di Trento alcune piante di abete rosso provenienti dal vivaio di Regione Lombardia di Curno. Il pubblico potrà visitare la mostra e la Bottega del Liutaio al bordo del bosco con una dimostrazione del maestro Sandro Asinari, vice presidente del Consorzio liutai Stradivari di Cremona.

“Il nostro pianeta non può più reggere un modello di sviluppo basato sul consumo intensivo delle risorse: dobbiamo costruire un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità. Questa necessità diventa ancora più evidente nei territori che si concentrano attorno all’arco alpino – conclude l’Assessore Cattaneo – La sapienza dei delle regioni alpine, come quella del Trentino, insieme a una forte tradizione ha saputo interpretare nel tempo le sfide dell’economia circolare e della sostenibilità ed ha permesso a questo territorio di reagire alla devastazione che l’ha colpito.”

“L’ambiente è motore dello sviluppo sociale ed economico del Trentino e dell’intero arco alpino” sono le parole del vicepresidente della Provincia Mario Tonina, che evidenzia come “la capacità di reagire della popolazione trentina dopo la devastazione causata dal maltempo è un tratto distintivo di cui andare molto fieri”.

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