Parma. I musei sono di nuovi chiusi e le mostre si trasferiscono all’aria aperta, come succede sotto i Portici del Grano che ospitano fino al 27 marzo “I volti del lavoro”, un’esposizione che racconta per immagini produzione e lavoratori ieri e oggi a confronto, con il coinvolgimento diretto di un gruppo di rifugiati Promossa dal Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale – CIAC e dallo CSAC dell’Università di Parma.

Al centro, le trasformazioni del lavoro e dei suoi protagonisti, con particolare attenzione all’esperienza attuale dei rifugiati nella provincia di Parma, che diventano così doppiamente protagonisti, sia con il loro sguardo sintetizzato negli scatti fotografici proposti, che come lavoratori e parte essenziale del tessuto socio-economico del territorio.
Il percorso espositivo è una pratica partecipativa, frutto di un’esperienza condivisa, che mira a colmare lo iato tra la ricerca storiografica e il senso comune. La fotografia d’archivio entra così in relazione con altri sguardi, aprendo spazi d’interconnessioni. Negli incontri di approfondimento che si sono svolti al CSAC, un gruppo di rifugiati ha visionato materiale fotografico di periodi storici diversi (dal 1900 al 1980), raccolto da Uliano Lucas in occasione della mostra Storia Fotografica del Lavoro in Italia nel 1981, e donato al Centro dallo stesso fotografo. Ed hanno preso in considerazione, nel loro percorso esplorativo nei mondi del lavoro, anche altri Fondi conservati nella Sezione Fotografia del CSAC.

Un’occasione di dialogo tra le fonti storiche e gli scatti realizzati dagli stessi rifugiati; un momento di riflessione sulle diverse forme di narrazione e sull’immaginario del passato; l’accesso agli archivi CSAC ha favorito lo scambio di punti di vista e il confronto tra esperienze di vita e professionali.

Con questo percorso si intende anche dare visibilità e riconoscimento a quei lavoratori di origine straniera già inseriti in molte realtà produttive e dei servizi del nostro territorio e che contribuiscono in modo silenzioso all’economia, al benessere, alla tenuta dei servizi e delle città in cui viviamo insieme.

I luoghi di lavoro in cui sono state scattate le foto, così come molti altri del territorio di Parma e provincia, si sono distinti in questi anni per la loro volontà di mantenere un approccio aperto, accogliente, rispettoso dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Attenti al radicamento e alla sostenibilità della propria attività, ma senza rinunciare a una visione cosmopolita, in cui la differenza è una ricchezza e non un peso o uno stigma.