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Bienno, Breno, Pisogne (Brescia) – Fino al 19 settembre la valle Camonica ospita la quarta edizione del festival “I volti del Romanino. Rabbia e fede” promossa dall’associazione “Cieli vibranti”, con il contributo anche di Regione Lombardia e Provincia di Brescia.

volti_romanino_15Per approfondire, chi meglio del direttore artistico può presentare questa manifestazione? Ecco alcune parole di Fabio Larovere.

A testimonianza della strada percorsa in questi anni, la rassegna ha ricevuto il riconoscimento di iniziativa di interesse nazionale dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Oggi il festival è un organismo culturale maturo, fondato su una rete che lega tra loro oltre quindici comuni italiani, dalle grandi città ai piccoli paesi, e che, come una luminosa vetrina, mette in mostra i capolavori di Girolamo Romanino, genio controcorrente del Rinascimento lombardo.

Un’occasione unica per riscoprire, attraverso spettacoli e proposte originali, uno dei più straordinari artisti del Cinquecento, ma anche per visitare i luoghi che ne ospitano le opere, ritrovando la bellezza di chiese, castelli, ville altrimenti estranee ai circuiti turistici consolidati.

Motivo ispiratore della rassegna è che la cultura non sia né un peso di cui liberarsi né un passato da ammirare in silenzio, ma un’energia da liberare nel presente, coinvolgendo studiosi, intellettuali ed artisti – molti dei quali giovanissimi – in un cammino di riscoperta e re-invenzione del passato, aperto a nuovi orizzonti creativi.

Di particolare rilievo, inoltre, è la decisione del comune di Pisogne, sempre più attento nel valorizzare il suo patrimonio storico-artistico, di istituire un Premio Romanino, che sarà assegnato ogni anno ad un personaggio che si sia distinto in campo artistico e culturale, dimostrando quello stesso spirito innovatore che caratterizzò l’opera del grande maestro bresciano. La prima edizione del premio è stata assegnata a Massimo Minini, gallerista di fama internazionale nativo di Pisogne, che a Romanino ha anche dedicato una pregevole pubblicazione.

A Bienno è stato indetto il secondo concorso di pittura su affresco per riproporre l’antica arte dell’affresco di cui Girolamo Romanino fu uno tra i più importanti interpreti della scuola lombarda. Infatti nella sua pittura risulta evidente il rapporto con i maestri veneti e milanesi e, soprattutto da quest’ultimi, mutuò un anticlassicismo che si concretizzò in uno stile estroso e fortemente espressivo dall’intento narrativo e popolaresco.

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PREMIO ROMANINO – PRIMA EDIZIONE (MOTIVAZIONE DELL’ASSEGNAZIONE)

L’amministrazione comunale di Pisogne conferisce la prima edizione del Premio Romanino a Massimo Minini. Nato a Pisogne, ha dedicato la sua vita alla promozione dell’arte e della cultura. Con la sua Galleria Banco, oggi Galleria Massimo Minini, aperta a Brescia nell’ottobre del 1973,  ha contribuito a far conoscere e apprezzare in tutto il mondo artisti come Giuseppe Chiari, Giulio Paolini, Jan Fabre, Vanessa Beecroft, Luciano Fabro, Ettore Spalletti, Eva Marisaldi, Daniel Buren, Anish Kapoor e tanti altri, senza dimenticare i fotografi Gabriele Basilico, Ugo Mulas, Elisabetta Catalano, Paolo Mussat Sartor, Ferdinando Scianna, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice.

La fama internazionale non ha reso meno salde le sue radici. Negli anni è rimasto sempre vivo il legame con il suo paese natale e a Romanino e alla prediletta chiesa di S. Maria della Neve ha dedicato diversi scritti, tra cui il volume Il teatro degli sguardi, che è prima di tutto un atto d’amore verso il grande pittore, cui lo accomunano lo spirito indipendente e l’insofferenza verso le convenzioni.

Il Comune di Pisogne riconosce in lui un autorevole custode della bellezza del passato e un acuto testimone della bellezza del presente e del futuro.

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